• Redazione

Centenario di Fondazione dell’Università Cattolica. Una grande idea: omelia di mons. Perego

Basilica di San Francesco, Ferrara, 18 aprile 2021


S. E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, questa Terza Domenica del tempo pasquale è anche la Giornata dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che quest’anno compie cento anni dalla sua Fondazione, avvenuta nel 1921 per opera del francescano Padre Agostino Gemelli e la collaborazione amministrativa di Armida Barelli, di cui è in corso la causa di beatificazione. Molti ferraresi hanno scelto questa Università per i loro studi e alcuni di essi sono tra noi oggi. “Una grande idea” - la definì lo storico Pio Bondioli che descrisse in un volume i primi anni - una delle “più belle iniziative del Cattolicesimo italiano” del Novecento, nata in un anno, il 1921 che vedeva lo scontro tra due ideologie, socialista e fascista, che anziché generare cultura generavano scontri, violenza, morte. E con la cultura l’Università Cattolica ha generato docenti e accompagnato molti studenti, diventando strumento concreto di quella importante sintesi tra vita e pensiero, tra fede e ragione che il Concilio Vaticano I aveva auspicato, contro i pericoli del fideismo e del razionalismo. Questa sintesi tra fede e cultura la ritroviamo nei primi Maestri come Contardo Ferrini, Ludovico Necchi, Giuseppe Toniolo, Giulio Salvadori, fino a Giuseppe Lazzati oggi in cammino verso la santità. Nel Messaggio per questa Giornata dell’Università Cattolica i Vescovi italiani ricordano di “Fare tesoro dell’esperienza passata”, perché questo “costituisce la miglior premessa per affrontare il futuro che si presenta incerto e gravido di trasformazioni epocali» dove l’Università “è chiamata ad essere volano del rinnovamento, soprattutto aiutando i giovani ad essere protagonisti di questo nuovo cammino”.

Con questo ricordo e sguardo all’Università Cattolica ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio di questa domenica del tempo pasquale. La pagina degli Atti degli Apostoli vede ancora Pietro parlare al popolo e ricordare come il Dio di Gesù non è diverso dal Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe. Eppure, ricorda al popolo Pietro voi non lo avete riconosciuto e lo avete ucciso. Ma Dio è disposto a perdonare il vostro peccato, se vi convertite – ricorda Pietro al popolo – e cambiate vita. Incontrare il Risorto, riconoscere Gesù non può che aprire anche i nostri occhi e portare a cambiare vita, come ci ricorda la pagina evangelica. La conversione è la conseguenza per chi riconosce la risurrezione. Non basta contemplare il Crocifisso, guardare il risorto: occorre che dallo sguardo su di Lui si arrivi allo sguardo su noi stessi e iniziare il cammino di riconciliazione con Dio e i fratelli. La Pasqua avvia questo cammino grazie alla ‘pace’ che offre a ciascuno di noi come ai discepoli il Risorto. E’ un cammino accompagnato dal Signore, nutrito anche dalla cena con il Signore, l’Eucaristia che dopo la Pasqua rende il Signore sempre presente nella nostra vita e nella vita della Chiesa. La Pasqua ci rende non solo osservatori di un evento, ma testimoni del Risorto e del perdono e della pace interiore che regala a chi crede in lui. Dalla Pasqua nasce la testimonianza dei cristiani che non trascura nessun ambito della vita: l’economia, la politica, la vita familiare, la cultura. L’Università Cattolica in questi cento anni ha formato a questa testimonianza cristiana nei diversi luoghi della vita, nel rispetto dell’autonomia delle scienze e anche della Rivelazione, memori delle parole di San Paolo VI che “il mondo di oggi non ha bisogno solo di Maestri, ma anche di testimoni o di Maestri testimoni”, come tanti docenti, anche ferraresi, che sono usciti da questa nostra Università. Testimoni e Maestri di educazione alla vita buona del Vangelo, quella vita di amore, di fedeltà ai comandamenti che – ci ha ricordato l’apostolo Giovanni – nasce dalla Croce e dalla risurrezione di Gesù, perchè “Caritas in veritate”, come titola una bellissima enciclica del Papa emerito Benedetto XVI, ricordando le parole dell’apostolo Giovanni: la carità, l’amore cammina con la verità. Responsabilità educativa e responsabilità sociale camminano insieme e aiutano a dare ordine alla vita, preparano il futuro, accompagnano le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce delle persone. Da qui l’impegno dell’Università Cattolica nel ’29 contro l’idea fascista di uno ‘Stato etico’, l’impegno per la ricostruzione democratica del nostro Paese con la realizzazione del ‘Codice sociale’ tra il 1942 e il 1944, che preparava anche uno Stato sociale, la partecipazione all’intensa stagione conciliare e il protagonismo nell’accompagnare culturalmente – da parte soprattutto del rettore Giuseppe Lazzati, “una sentinella nella notte”, come lo definì Giuseppe Dossetti – l’interpretazione e l’accompagnamento di cambiamenti ecclesiali e sociali – come ‘ il ‘68 -, fino ad arrivare ad oggi.

Cari fratelli e sorelle, sostenere l’Università Cattolica, a cento anni dalla sua nascita, significa non solo fare un gesto d´amore alla Chiesa, ma, prima ancora, un gesto d´amore alla libertà della cultura di cui l’Università Cattolica è un luogo prezioso di tutela. Senza questi luoghi anche la nostra fede rischia di non saper leggere e accompagnare i cambiamenti della vita dell’uomo e le novità della storia.

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