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Celebrazione natalizia con la SPAL: omelia di mons. Perego 

Aggiornato il: 23 dic 2019

Ferrara, Basilica di San Giorgio, 17 dicembre 2019

S. E. Mons. Gian Carlo Perego Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Un cordiale saluto al Presidente, ai dirigenti e a tutti gli atleti e le atlete, di ogni età, della società sportiva della SPAL. Cari fratelli e sorelle, la celebrazione eucaristica di oggi desidera essere un ringraziamento al Signore per il dono di un’esperienza sportiva della nostra città che guarda non solo all’agonismo, ma anche all’educazione allo sport e con lo sport di ragazzi e giovani: non a caso la SPAL è nata in un Oratorio salesiano. E’ un dono e un impegno che riconosciamo essere uno dei tesori, delle risorse della nostra città e del territorio ferrarese. Al tempo stesso, questa celebrazione ci prepara al Natale, che sentiamo essere una festa religiosa importante, ma anche una significativa occasione per rinsaldare i legami di familiarità nella SPAL - tra giocatori, dirigenti e famiglie – ma anche della città, di ciascuno di noi con la SPAL. Ci guida in questo tempo di attesa del Natale la Parola di Dio che abbiamo ascoltato. La pagina della Genesi è proprio una pagina familiare. Giacobbe è un padre che chiama attorno a sé i suoi figli e ricorda loro l’importanza di un Dio che è la nostra forza, la nostra sicurezza. Un Dio che lascia mai soli i popoli, ma che nelle diverse stagioni della storia vuole incontrarli. La lunga genealogia che abbiamo letto nel Vangelo di Matteo indica come Dio sia vicino in maniera personale con le famiglie del suo popolo d’Israele. Il Natale è proprio un nuovo incontro di Dio con ciascuno di noi. Il Presepe, anche nelle nostre case, è la storia popolare di questo incontro del Figlio di Dio con noi, dell’Incarnazione. E questa Incarnazione si ripete ogni volta che celebriamo l’Eucaristia, in cui ognuno di noi, come Giuseppe, Maria, i Pastori e i re magi diventa protagonista della presenza del Signore tra noi. Nella sua lettera sul Presepe, Papa Francesco ci ricorda perché il presepe suscita in noi stupore e commozione. “Anzitutto perché manifesta la tenerezza di Dio – ci ricorda il S. Padre -. Lui il Creatore dell’universo, si abbassa alla nostra piccolezza. Il dono della vita, già misterioso ogni volta per noi, ci affascina ancora di più vedendo che Colui che è nato da Maria è la fonte e il sostegno di ogni vita. In Gesù – continua il Papa – il Padre ci ha dato un fratello che viene a cercarci quando siamo disorientati e perdiamo direzione; un amico fedele che ci sta sempre vicino; ci ha dato il suo Figlio che ci perdona e ci solleva dal peccato”. Questa fraternità che il Signore ci porta si può vivere anche in una società sportiva: curando le relazioni e i nuovi incontri, sempre più inclusive, dando valore ad ogni persona, soprattutto ai più piccoli che iniziano un’esperienza sportiva; curando il nostro linguaggio, sempre rispettoso della verità e delle persone. Il mondo dello sport, anche del calcio, è un mondo di incontri che può essere illuminato dal Natale, dal Presepe, con il suo messaggio di pace, di cura, di silenzio, di fatica che sono valori importanti anche per la realtà sportiva. I campioni si riconoscono anche dalla capacità di portare in campo questi valori, che creano cultura, educazione, rinnovano la nostra città. Cari amici della SPAL il Signore vi accompagni in questo campionato partito in salita, anche con i problemi dello stadio, che continua con fatica – come per tutte le cose importanti, ma che offre anche la soddisfazione di persone e famiglie della città e del territorio stare attorno a voi, accompagnarvi nelle trasferte, condividere con voi questa importante esperienza sportiva ed educativa, nelle diverse fasce d’età. Il Natale che viene vi porti i doni che desiderate, ma vi regali anche una nuova familiarità con il Signore, il Figlio di Dio che nasce. Auguri. Buon Natale.

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