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Cattolici e musulmani, il 4 febbraio una meditazione comune a Ferrara

Il 4 febbraio 2019 papa Francesco e il Grande Imam Al-Tayyeb firmarono uno storico documento di fratellanza e rifiuto di ogni violenza. Dopo un anno, nella stessa data, Casa Cini ospita un incontro di meditazione sul tema della pace, guidato da don Andrea Zerbini e dall’imam di Ferrara Ibrahim El Fergany.

Abbiamo rivolto alcune domande a Hassan Samid, che dirige l’Associazione della comunità musulmana di via Traversagno a Ferrara: “da noi in aumento i giovani e gli studenti”

di Andrea Musacci

La reciproca conoscenza e il dialogo tra cattolici e musulmani, anche nel nostro territorio, non è sempre costante né immediato.

E’ uno di quei processi lenti e difficili che, un po’ per reciproche diffidenze, un po’ per legittime prudenze, procede più sottotraccia che in superficie. Ma va avanti, ormai da anni, perché rappresenta un brano sempre più fondamentale del tessuto civile e di pace da rammendare, ogni giorno, anche nelle nostre comunità.

Sicuramente, nella città di Ferrara, una parrocchia che da diversi anni fa dell’incontro e dell’amicizia con singole persone di fede islamica e con la Comunità di via Traversagno, una parte non secondaria della propria pastorale, è quella di Sant’Agostino (ne parliamo a pag. 9 con il Gruppo “Incontro”). Per il resto, ha segnato, a livello Diocesano ha segnato un punto di svolta il messaggio che lo scorso maggio il nostro Arcivescovo mons. Perego ha rivolto ai fedeli musulmani di Ferrara e provincia per il mese di Ramadan.

Cerchiamo in questo numero di dare spazio ad alcuni giovani musulmane/i, che, sia nel loro quotidiano sia in attività pubbliche, intessono piccoli e fragili ma fondamentali fili di prossimità e di fraternità nel nostro territorio.

E a proposito di fraternità, martedì 4 febbraio cade il primo anniversario della storica firma del “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune”, siglato ad Abu Dhabi negli Emirati Arabi Uniti da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar, l’egiziano Ahmad Al-Tayyeb, la massima autorità islamica sunnita.

Per l’occasione la nostra Arcidiocesi insieme alla Comunità islamica di via Traversagno a Ferrara organizza un momento comune di meditazione sul tema della pace. Martedì 4 alle ore 18.30 nel salone dell’Istituto di cultura “Casa G. Cini” a Ferrara (via Boccacanale di S. Stefano, 24/26) saranno don Andrea Zerbini dell’Unità Pastorale “Borgovado” di Ferrara, e Ibrahim El Fergany, 37enne imam del sopracitato Centro Islamico, di origini egiziane, a guidare la riflessione partendo da alcuni brani della Bibbia e del Corano.

La storica intesa otto secoli dopo San Francesco e il Sultano

Il Viaggio Apostolico del Santo Padre e l’incontro col Grande Imam non a caso coincise con l’anniversario dell’incontro tra Francesco d’Assisi e il Sultano d’Egitto Malek al-Kamel, avvenuto nel corso della quinta Crociata, nel giugno 1219. Nel documento siglato nel febbraio 2019 si invita, tra l’altro, “alla riconciliazione e alla fratellanza tra tutti i credenti, anzi tra i credenti e i non credenti, e tra tutte le persone di buona volontà”, e ci si appella “a ogni coscienza viva che ripudia la violenza aberrante e l’estremismo cieco”, anche quello religioso.

Lo scorso 6 gennaio ad Abu Dhabi si è riunito per la quinta volta il Comitato per la Fratellanza Umana nato per raggiungere gli obiettivi del Documento, Comitato di cui dallo scorso settembre fa parte anche il rabbino Bruce M. Lustig (Rabbino senior della Congregazione ebraica di Washington): tra i progetti, quello di un “Abrahamic Center” da costruire ad Abu Dhabi, un luogo dove sorgeranno insieme una moschea, una chiesa e una sinagoga; la richiesta all’ONU di stabilire una giornata sulla Fraternità Universale; e sorpattutto, il lungo e complesso lavoro culturale da portare avanti insieme.

Una tessitura complessa, fatta di grandi e collettivi gesti ma soprattutto della pazienza di tante persone di ricamare, spesso nel silenzio e nell’indifferenza generale, brani di pace per dare alle nostre città un volto diverso da quello dell’odio e del disprezzo.

Samid: “aumentiamo i momenti di incontro e preghiera fra noi”

Giovane, maschio e lavoratore: è questo l’identitkit della maggioranza dei musulmani che settimanalmente frequentano la moschea di via Traversagno a Ferrara, zona Mizzana. Con un aumento, negli ultimi anni, di richiedenti asilo subsahariani.

A spiegarcelo è Hassan Samid, 33 anni, nato in Marocco e trasferitosi in Italia coi genitori quando aveva sei anni, dal 2017 (e appena rinconfermato per un altro biennio) presidente dell’Associazione “Centro di cultura islamica di Ferrara e provincia” che dirige la comunità. L’Associazione nasce nel ’98 ma i primi gruppi di musulmani nella nostra città risalgono a circa 40 anni fa, ritrovandosi prima in una sede in via Scandiana, poi in un’altra in Foro Boario, e infine nel 2011 con il trasferimento nell’ex capannone industriale di via Traversagno, acquistato e trasformato grazie anche al finanziamento di 100mila euro da parte della Qatar Charity, e con la mediazione dell’UCOII (Unione delle Comunità Islamiche d’Italia). Ricordiamo che altre comunità musulmane nel nostro territorio sono in via Oroboni (un Centro guidato dall’Associazione Pakistani ferraresi), in zona Barco, a Portomaggiore, Argenta, Bondeno, Copparo e Cento.

“Normalmente - ci spiega Samid - circa 150/180 persone frequentano la preghiera del venerdì, e oltre 200 nei venerdì festivi o durante il mese del ramadan. Generalmente sono nordafricani, albanesi, subsahariani e mediorientali. L’età media è inferiore ai 40 anni, con una prevalenza di uomini rispetto alle donne”, prosegue. “Principalmente sono lavoratori, ma non pochi sono studenti e studentesse”. Gli chiediamo se negli anni ha visto cambiare il tipo di persone che frequentano la moschea: “sì, c’è stato un aumento notevole di ragazzi subsahariani richiedenti asilo. Anche se da un anno circa ne vediamo umeno, forse per certe politiche che hanno messo in crisi i sistemi di accoglienza. Sono in aumento anche gli studenti universitari nordafricani”.

Nella sede, oltre alle cinque preghiere quotidiane e alla preghiera e sermone del venerdì, viene insegnata ai bambini la lingua araba (“attualmente abbiamo tre classi con circa 20 studenti ciascuna”), oltre a lezioni religiose rivolte a uomini e donne. Inoltre, ci spiega ancora Samid, “si rivolgono spesso a noi persone bisognose: cerchiamo di aiutarle con le pochissime risorse a disposizione, dando la priorità a famiglie con figli piccoli o malati”.

Per quanto riguarda i rapporti con la città, sono buoni da diversi anni, e ottime sono le relazioni con la parrocchia di Mizzana e con quella di Sant’Agostino. “Tanto piacere - commenta ancora Samid - ci ha fatto l’anno scorso il messaggio che mons. Perego ha rivolto ai musulmani di Ferrara in occasione del ramadan. L’incontro tra cattolici e musulmani del 4 febbraio a Casa Cini è importante - conclude - perché oggi più che mai c’è bisogno di momenti come quessto. Il documento di Abu Dhabi (siglato un anno fa dal Papa e dal Grande Imam, ndr) contiene riflessioni importanti, che tocca a noi sviluppare e rendere vive. Se poi guardiamo la cronaca e la dialettica politica nel nostro Paese, ci rendiamo conto che eventi come questo assumono un’importanza ulteriore, anche se le comunità religiose devono riuscire nel difficile intento di rendere queste occasioni patrimonio di tutta la cittadinanza”.

Articoli pubblicati sull'edizione del settimanale "la Voce di Ferrara-Comacchio" del 31 gennaio 2020

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