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“Autonomia" e “Dopo di noi" delle persone disabili: i 50 anni di AIAS Ferrara

Aggiornato il: 23 dic 2019

Grande festa la sera del 18 dicembre nella sede di via Labriola. Presente anche l'Arcivescovo

La sera di giovedì 18 dicembre, il nostro Arcivescovo mons. Gian Carlo Perego ha visitato la sede dell’Associazione Italiana Assistenza Spastici (AIAS) in via Labriola a Ferrara, in occasione della serata di festa organizzata in occasione del 50esimo anno dell’Associazione.

L’AIAS di Ferrara, nata nel dicembre 1969, è un'associazione finalizzata alla tutela e promozione del diritto delle persone disabili alla riabilitazione, alla salute, all'educazione, all'istruzione, al lavoro e all'integrazione sociale. Fra i servizi gratuiti svolti, il supporto domiciliare con volontari (accompagnamento e uscite), attività di volontariato all'interno di strutture residenziali, organizzazione di soggiorni estivi. Inoltre, aderisce al progetto “Muoversi" - per una mobilità accessibile a Ferrara -, ad una cooperativa sociale per l'avviamento al lavoro di persone con difficoltà, oltre a collaborare con la Casa Famiglia di Baura.

La sede di via Labriola è stata inaugurata i primi di gennaio 2019, sempre alla presenza del Vescovo e dell’allora Sindaco Tagliani.

Durante la serata del 18 dicembre scorso, è intervenuta la Presidente Maria Grazia Chiozzi (nella foto, insieme a mons. Perego e a Domenico Bedin), prendendo le mosse dagli albori dell’associazione: 50 anni fa “si era all'inizio di un’ epoca in cui nascevano i movimenti che avrebbero cambiato la storia. Ricordiamo gli studenti, gli operai le donne. Era in atto una vera e propria rivoluzione culturale che avrebbe condizionato non poco il futuro delle generazioni successive. In questo contesto, in particolare nei paesi anglosassoni e del nord Europa nacquero i movimenti per rivendicare i diritti e l'autodeterminazione delle persone con disabilità. Venne, non senza difficoltà, trasformata la visione della disabilità da tragedia personale a condizione sociale”.

Il simbolo dell’AIAS – non a caso – “è una carrozzina che si trasforma in un volo, ‘il volo della libertà’, libertà di essere noi stessi, perché in fondo ognuno è perfetto cosi com’è”, ha spiegato.

Tornando a mezzo secolo fa, “l’AIAS di Ferrara partecipa attivamente a questo ‘cambiamento’ “, ha spiegato la presidente: “guidata dal primo presidente, Lydia Rizzoni, intraprende una battaglia, che durerà diversi anni, non senza difficoltà sia di ordine giuridico che di ordine politico, per costruire a Ferrara una struttura socioriabilitativa e residenziale per persone con disabilità grave o gravissime che rimanevano sole o che la famiglia non era più in grado di assistere. Il “dopo di noi” è stato sempre il filo conduttore dell'azione politica della nostra sezione”. Dopo aver ricordato la figura di Carmen Capatti, in quegli anni assessora alla sanità del Comune di Ferrara, ha spiegato come, successivamente, “in Via XX Settembre, nei primi anni settanta, viene iniziata la costruzione , con l'aiuto di numerosi volontari, tra cui l'IBO, la ”Casa dello Spastico”, poi Casa di XX Settembre”, per diversi anni caso unico a livello nazionale.

Venendo al presente, la sacrosanta critica a un sistema, come quello italiano, ancora con tante contraddizioni – “non si riesce ancora a far applicare correttamente le norme, tantomeno far diventare la disabilità un vero problema sociale” – è stata seguita da un’autocritica: “le Associazioni, AIAS compresa, devono compiere per il futuro, pena la loro sopravvivenza, uno sforzo autocritico, chiedersi se davvero rappresentano le esigenze attuali dei soggetti che dicono di difendere. Bisogna avere il coraggio di affermare che i modelli di vita sono cambiati e che l'integrazione sociale non passa solamente dalla scuola e dal lavoro ma dal garantire una vita dignitosa ed indipendente a tutti”.

“L'AIAS di Ferrara – ha spiegato ancora la Chiozzi - ha sempre cercato di essere propositiva elaborando diverse idee progetti che hanno sempre avuto come obiettivo il pieno coinvolgimento sociale delle persone disabili e loro famiglie. Abbiamo contribuito in modo sostanziale alla costituzione della Coop. 81 e di Integrazione e Lavoro; siamo stati fra i fondatori del C.S.V. (Centro Servizi del Volontariato), del Comitato Ferrarese Area Disabili e del Centro H. Sostenuto attivamente e concretamente la realizzazione del ‘Fienile di Baura’ ed oggi la ristrutturazione dell’essicatoio ribattezzato ‘Civico 77’, il progetto ‘Muoversi’ è stata un’ idea nostra, dal 1981 organizziamo le ‘Vacanze per tutti’ ”. Ma il pensiero è sempre rivolto al futuro: “vorremmo, nella prossima primavera, con il coinvolgimento pubblico e privato, celebrare i 50 anni di AIAS Ferrara organizzando un convegno che metta il più possibile a fuoco che significato ha la parola ‘autonomia’ rapportata alla persona disabile”.

Infine, un piccolo annuncio: “stiamo valutando la possibilità di dedicare a Lydia Rizzoni uno spazio nella Cittadella S. Rocco”.