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350° anniversario della chiesa di S. Maria Addolorata e dei Servi: saluto di mons. Perego

Aggiornato il: 23 dic 2019

Ferrara, 27 ottobre 2019

S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle, siamo in un angolo della città di Ferrara che è dedicato alla preghiera fin dal 1399, quando arrivarono i Serviti e vi costruirono la prima chiesa. E’ un luogo benedetto da Dio e amato dal popolo di Ferrara. Dopo la distruzione della prima chiesa, per ampliare la fortezza della città, fu costruita questa chiesa attuale. Sono passati 350 anni da quando, nel 1669, fu completata l’edificazione di questa chiesa, su progetto di Luca Danesi questa chiesa di Santa Maria Addolorata e dei Servi, e consacrata. Successivamente fu costruito il nuovo convento dei Serviti nel XVIII secolo, dai fratelli Francesco e Vincenzo Santini. Da allora ai Serviti si sono succeduti – con la soppressione Napoleonica - prima le sorelle del Collegio Sant’Orsola e poi, dal 1929 le Suore Orsoline fino a ritornare all’Arcidiocesi di Ferrara che l’ha affidata alla vostra cura, cari fratelli e sorelle della Chiesa greco-cattolica dell’Ucraina. Volevo, anzitutto, dirvi grazie per questa vostra presenza e per la cura di questa chiesa. Grazie a padre Vasyl, che con sua moglie e grazie alla convenzione con il suo Vescovo nel 2018, ha accettato di venire a Ferrara, tra noi, per la cura pastorale della comunità, ma anche per arricchire la nostra Chiesa della sua intelligenza e passione pastorale. Grazie a tutti voi, cari fratelli e sorelle della comunità cattolica ucraina. La vostra presenza è un dono e una risorsa spirituale per la nostra Chiesa. Il passare dei secoli e delle comunità religiose fino ad oggi ha avuto al centro sempre la Liturgia, l’annuncio e la catechesi e la carità, che sono le dimensioni fondamentali di ogni comunità cristiana, unitamente al carisma dell’educazione femminile delle sorelle ispirate da S. Orsola. Anche oggi queste tre dimensioni della vita cristiana devono trovare qui i vostri spazi, ma anche le vostre attenzioni e cure, in collaborazione con le parrocchie della città. Anche se con una Liturgia diversa, non possiamo mai perdere di vista l’unità della nostra Chiesa, evitando chiusure e separazioni. Concludo ringraziando il Vescovo Dioniso, Delegato dell’esarcato ucraino in Italia, che ha voluto farci dono della Sua presenza in questa celebrazione a ricordo dell’anniversario dei 350 anni della costruzione di questa chiesa. A Maria, qui invocata con il titolo di Addolorata, affidiamo le sofferenze del mondo, della Chiesa, dell’Ucraina – ferita da una lunga guerra e dalla disoccupazione e dalle migrazioni - delle nostre famiglie, perché sia Madre di Grazia e di Consolazione.

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