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1000 anni di musica, nel segno del Vangelo

Pomposa, Vespri, 24 giugno 2022


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, celebriamo oggi 1000 anni di note che hanno accompagnato la musica. E i primi passi delle nuove note e notazione musicale sono nati qui, in questa terra, su questa strada Romea, in questa chiesa e monastero benedettino di Pomposa, guidato per quasi 40 anni - dal 1008 al 1046 - da San Guido. E sotto la sua guida un monaco, Guido di Pomposa o d’ Arezzo, nel 1022, in questo monastero, per lodare il Signore con tutti i monaci, ha generato le note che accompagnano la musica. La fede, la preghiera, il canto, lo studio il lavoro – in una parola, l’ora et labora - hanno reso questo luogo monastico capace di generare suoni, musica, lode a Dio Creatore e Padre, dono per tutti. La fede è cultura. La fede è vita: e questo luogo, i righi musicali che sono nati da questo luogo ne sono una dimostrazione. La fede è anche amore, alle persone e al creato, di cui siamo custodi, a tutto ciò che è “cosa buona”, come ci ricorda la Genesi, perché nata da Dio, “ricco di misericordia”, come ci ha ricordato la pagina di San Paolo alla comunità di Efeso, che abbiamo ascoltato. Un Dio che ci ha coperto di un “grande amore”, rendendo anche noi capaci di amare: l’uomo la donna, lo sposo la sposa, la madre il figlio, il fratello e la sorella. Un Dio che ci ha fatti rinascere, generando in noi il desiderio del bello, del buono, del santo. Da questa fede, che è cultura, vita, amore sono nate le nuove note, che ci hanno regalato mille anni di cultura musicale, sacra e profana. Guido monaco a Pomposa si è nutrito di questa fede nel Dio cristiano, che è vita, cultura e amore e per questo ha saputo regalarci, anche tra fatiche e sofferenze, delle piccole cose, dei righi che hanno trasformato la storia della cultura musicale. Mentre ricordiamo Guido, monaco di Pomposa, ringraziamo Dio ‘ricco di misericordia’, che ha accompagnato e accompagna la vita e il cammino della Chiesa, sempre aperti alle sorprese dello Spirito, alla fantasia della carità, alla bellezza e alla bontà, alla pace che, sole, generano “i secoli futuri”, anche il nostro futuro.