Appuntamento alle ore 21 in Cattedrale a Ferrara (o in streaming): aggregazioni, associazioni, gruppi e movimenti sono invitati. In essi, infatti, si esprime una varietà preziosa di esperienze di carità, formazione e spiritualità. Ritrovarsi insieme sarà segno concreto di questa comunione 

di don Michele Zecchin

La sera di sabato 23 maggio, alle ore 21, la Cattedrale di Ferrara accoglierà la Veglia di Pentecoste, uno degli appuntamenti più intensi e significativi della vita della Chiesa di Ferrara-Comacchio. Sarà un momento di preghiera, di ascolto della Parola e di invocazione dello Spirito Santo vissuto attorno all’arcivescovo Gian Carlo Perego, segno visibile dell’unità nella fede apostolica. Anche quanti non potranno essere presenti fisicamente potranno unirsi alla celebrazione attraverso la diretta sul canale YouTube @chiesadiferraracomacchio, così che l’intera diocesi possa sentirsi convocata in un unico respiro ecclesiale.

Pentecoste è la festa della Chiesa che nasce dal dono dello Spirito. Nel Cenacolo, la paura degli apostoli si trasforma in coraggio, il chiuso diventa apertura, la dispersione si muta in annuncio. Per questo, la Veglia non è soltanto una celebrazione particolarmente suggestiva del calendario liturgico, ma un’esperienza che tocca il cuore stesso dell’identità cristiana: la Chiesa vive perché lo Spirito la genera, la rinnova, la sospinge fuori da sé, la rende capace di parlare agli uomini e alle donne di ogni tempo. Ritrovarsi insieme in Cattedrale significa allora riconoscere che la nostra comunità diocesana non si fonda semplicemente su una organizzazione o su una consuetudine, ma sull’iniziativa sempre nuova di Dio, che continua a effondere i suoi doni sul suo popolo.

In questo sta anche la bellezza propria della Veglia di Pentecoste: la Chiesa manifesta la sua unità proprio dentro la molteplicità dei carismi e dei doni. Ogni battezzato, ogni comunità parrocchiale, ogni esperienza ecclesiale porta una grazia particolare, una sensibilità, una forma concreta di servizio. È lo Spirito a suscitare questa ricchezza e a comporla in armonia, senza annullare le differenze ma orientandole tutte alla comunione e alla missione. La Veglia sarà così il segno di una diocesi che si riconosce una, pur nella pluralità delle sue voci, delle sue storie, delle sue presenze sul territorio.

Per questo l’invito è rivolto in modo speciale a tutte le aggregazioni laicali, alle associazioni, ai gruppi e ai movimenti che arricchiscono la Chiesa di Ferrara-Comacchio. In essi si esprime una varietà preziosa di esperienze di carità, di formazione, di spiritualità, di impegno educativo e di presenza incisiva nel territorio in senso evangelico. Ritrovarsi insieme, nella stessa preghiera e attorno allo stesso vescovo, sarà un segno concreto di quella comunione che rende fecondi i carismi e li sottrae alla tentazione dell’isolamento. Nessun dono è dato per sé stesso: tutti sono consegnati all’edificazione dell’unico Corpo di Cristo.

La Veglia di quest’anno si colloca inoltre dentro il cammino che la diocesi sta vivendo verso la visita pastorale. Anche questa prospettiva aiuta a comprendere il senso ecclesiale dell’appuntamento: prepararsi alla visita del vescovo significa anzitutto crescere come Chiesa unita, capace di riconoscersi attorno al proprio pastore, disponibile all’ascolto reciproco e al discernimento. La Pentecoste, con il suo richiamo alla nascita della Chiesa e alla sua comunione missionaria, diventa così una tappa particolarmente eloquente di questo itinerario. Attorno al vescovo, la diocesi si dispone a rileggere la propria vita, a confermare le proprie speranze e a lasciarsi orientare con fiducia verso il futuro.

Dentro questo orizzonte si colloca anche il cammino sinodale che la Chiesa sta compiendo e che costituisce uno degli assi portanti della lettera pastorale dell’arcivescovo, “Che siano tutti uno”, presentata come testo di riferimento per il triennio 2025-2028, con un’esplicita attenzione proprio al cammino sinodale e alla visita pastorale. La Veglia di Pentecoste sarà dunque anche una scuola concreta di sinodalità: non una semplice assemblea, ma un popolo che prega, ascolta, discerne e si lascia guidare dallo Spirito. Camminare insieme, infatti, non è una tecnica organizzativa, ma una forma della vita cristiana, che nasce dall’ascolto della Parola, si nutre della comunione e si traduce in corresponsabilità.

In un tempo segnato da cambiamenti profondi, da inquietudini diffuse e da nuove domande che attraversano anche le nostre comunità, invocare lo Spirito Santo significa chiedere luce, fortezza e sapienza. Significa domandare il dono di una fede capace di parlare ancora al presente, di una carità che sappia farsi vicinanza, di una speranza che non si lasci vincere dalla rassegnazione. La Veglia del 23 maggio si offre quindi come un appuntamento da vivere non da spettatori, ma da membra vive della Chiesa. In Cattedrale o attraverso la diretta, tutta la diocesi è chiamata a riscoprire che il soffio dello Spirito continua a far nascere fraternità, missione e unità.

(Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 22 maggio 2026)

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