La sera del 9 marzo il Cinema San Benedetto di Ferrara vedrà l’intervento del prof. Matteo Marti su questa grave emergenza, soprattutto per gli adolescenti
“Perché le nuove e vecchie droghe sono un’insidia letale” è il titolo dell’importante incontro in programma nel Cinema di San Benedetto (via Tazzoli, Ferrara), il 9 marzo alle ore 21. L’incontro rientra nel programma del ciclo di incontri “Il Tè di San Benedetto”.
A ingresso libero e gratuito, l’iniziativa sarà quindi «su un argomento medico-sociale di grande interesse e attualità: il complesso mondo delle droghe, il cui consumo e la dipendenza negli ultimi anni hanno avuto un enorme crescita», scrivono gli organizzatori.
Relatore sarà il professor Matteo Marti. Marti è Direttore del Laboratorio di Tossicologia Forense e Xenobiocinetica Clinica dell’Università degli Studi di Ferrara, consulente presso il Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze (DPA) della Presidenza del Consiglio dei Ministri e collaboratore presso la DCSA (Direzione Centrale per i Servizi Antidroga), l’organismo interforze istituito nell’ambito del Dipartimento della PS, deputato alla prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti e psicotrope.
«L’evoluzione del mercato delle sostanze stupefacenti – scrivono ancora gli organizzatori – ha determinato la comparsa delle Nuove Sostanze Psicoattive (NPS), molecole progettate per eludere i controlli e potenziare gli effetti psicotropi. L’intervento analizza il passaggio dalle droghe tradizionali a composti di laboratorio quali cannabinoidi sintetici, catinoni, nuovi allucinogeni, e l’allerta legata ai potenti oppioidi sintetici (Fentanil). Particolare enfasi è posta sulla vulnerabilità del target giovanile: l’assunzione di tali sostanze espone i consumatori a gravi intossicazioni acute, spesso imprevedibili per composizione e dosaggio, e a danni strutturali al neurosviluppo. La plasticità cerebrale adolescente è infatti suscettibile di alterazioni permanenti causate dal legame di queste molecole con i recettori neuronali, compromettendo le funzioni cognitive e psichiche a lungo termine. L’obiettivo è delineare un quadro clinico e tossicologico per arginare un’emergenza di salute pubblica crescente».
(Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 6 marzo 2026)
(Foto di Nomadsoul1_depositphotos.com)
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