Dalla Laudato si’ di Papa Francesco riflessioni molto attuali

di Cecilia Cinti

In quest’epoca, segnata da tante guerre che sembrano interminabili, da divisioni interiori e sociali che creano sfiducia e paura, parlare di pace e affermare che la pace è possibile sembra una visione ingenua o distaccata dalla realtà, sostanzialmente un’utopia irrealizzabile. 

Il Santo Padre, al contrario, continua ad invocarla e a chiedere a tutte le donne e gli uomini di buona volontà di essere «testimoni disarmati e disarmanti della pace di Cristo». Ma se radicata nel Vangelo e in una profonda fiducia nella dignità di ogni persona umana, allora la pace è possibile.

Una pace mantenuta con le armi non è mai sicura; è una fragile tregua costruita sulla sfiducia. Una pace disarmata cresce invece dove la dignità umana è rispettata, dove l’ascolto sostituisce il sospetto e dove il bene comune è anteposto a interessi ristretti.

Nel suo messaggio per la 59^ Giornata Mondiale della Pace, il Papa va ancora oltre. Siamo chiamati a una pace disarmante, che non si limita a evitare la violenza, ma trasforma attivamente le relazioni. Questa è una pace capace di abbattere muri, guarire memorie e aprire nuovi cammini dove un tempo prevalevano ferite e divisioni.

Disarmare il mondo inizia con il disarmare i nostri cuori: abbandonare il controllo, il risentimento e le sottili forme di violenza nascoste nelle nostre parole, nei nostri atteggiamenti e nelle nostre strutture sociali. In questa visione, giustizia e fraternità diventano le uniche “armi” capaci di costruire un futuro condiviso.

Questo invito a una pace «disarmata e disarmante» trova una profonda eco nella Laudato si’. Papa Francesco, attraverso il suo insegnamento sull’ecologia integrale, ci ricorda che «tutto è collegato» (LS 91). Guerra, distruzione ambientale e ingiustizia sociale non sono crisi separate, ma espressioni interconnesse delle stesse relazioni interrotte: con Dio, tra di noi e con la Terra.

Una pace armata cerca la sicurezza attraverso il dominio. La pace della Laudato si’ cerca la sicurezza attraverso la cura.

Armi, economie estrattive e sistemi ingiusti lasciano dietro di sé le stesse ferite: ecosistemi devastati, comunità sfollate e futuri privi di speranza. Disarmare, quindi, non significa solo deporre le armi, ma smantellare le strutture che sacrificano i poveri e il pianeta in nome del potere, del profitto o di un falso progresso.

La Laudato si’ ci chiama a un’ecologia integrale, che tenga insieme le dimensioni ambientale, sociale, culturale e spirituale. Da questa prospettiva, la pace non può esistere dove gli ecosistemi vengono distrutti, dove l’acqua viene avvelenata o dove le comunità sono costrette a migrare perché le loro terre non sono più in grado di sostenere la vita.

Una pace disarmante inizia quando ripristiniamo le giuste relazioni: con la Terra, nostra casa comune; con i poveri, che soffrono per primi e maggiormente il collasso ecologico; e con le generazioni future, che erediteranno le conseguenze delle scelte odierne.

Prendersi cura del creato, quindi, non è facoltativo: è un atto di pace concreto e necessario.

Leone XIV ribadisce tutto ciò nel suo discorso per l’apertura dell’ottavo centenario della morte di San Francesco. La visione francescana della pace non si limita alle relazioni tra gli esseri umani, ma abbraccia l’intero creato. Francesco, che chiama il sole «fratello» e la luna «sorella» e che «riconosce in ogni creatura un riflesso della bellezza divina», ci rammenta che «la pace deve estendersi a tutta la famiglia del Creato. Tale intuizione risuona con particolare urgenza nel nostro tempo, quando la casa comune è minacciata e geme sotto lo sfruttamento. La pace con Dio, la pace tra gli uomini e con il Creato sono dimensioni inseparabili di un’unica chiamata alla riconciliazione universale». Il poverello di Assisi oggi, nonostante tutto ciò che sta accadendo, continua a parlare «non perché offra soluzioni tecniche, ma perché la sua vita indica la sorgente autentica della pace». (…) che è «la somma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall’Alto. Che illusione sarebbe pensare di costruirla con le sole forze umane! E tuttavia è un dono attivo, da accogliere e vivere ogni giorno» (Cfr. Papa Leone XIV, Discorso al Corpo Diplomatico, 16 maggio 2025).

La Giornata Mondiale della Pace ci ricorda perciò che preghiera e azione non possono essere separate. Per il Movimento Laudato si’, questo significa trasformare la contemplazione in impegno e la speranza in cambiamento concreto.

Ogni Circolo Laudato si’, ogni sforzo di mobilitazione, ogni iniziativa educativa e ogni atto di cura ecologica diventano espressione viva del saluto del Cristo Risorto: «La pace sia con voi». Una pace che guarisce, ristabilisce e riconcilia.

Scegliere la pace prendendosi cura della nostra casa comune.

Camminare verso una pace disarmata e disarmante significa scegliere un futuro diverso, radicato nella cura piuttosto che nella conquista, nella relazione piuttosto che nello sfruttamento e nell’amore piuttosto che nella paura.

Rispondendo a questa chiamata, il Movimento Laudato si’ testimonia che la pace non solo è possibile, ma si sta già costruendo ovunque le persone si impegnano a proteggere la vita, a difendere la dignità e a prendersi cura della nostra casa comune.

(Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 23 gennaio 2026 – Nella Rubrica mensile “Terra nostra”)

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