Per le celebrazioni del VenerdìSanto e della Veglia Pasquale

di Devid Pavanati*

In occasione delle celebrazioni del Venerdì Santo (3 aprile, ore 18) e della Veglia Pasquale (sabato 4 aprile, ore 22.30) presiedute dall’Arcivescovo, la Cappella Musicale della Cattedrale di Ferrara proseguirà la valorizzazione di due pagine barocche inedite, appartenenti al patrimonio dell’Archivio Capitolare, nei programmi musicali per il servizio liturgico. 

Verranno proposti in prima esecuzione moderna il settimo e l’ottavo brano (l’inno Vexilla regis e l’antifona Haec dies) dalla raccolta di inni a 4 voci e basso continuo composta dal maestro di cappella Giovanni Battista Bassani (1650-1716). La linea del contralto, allo stato attuale lacunosa a causa della perdita del relativo libro-parte, è stata qui integrata da una proposta ricostruttiva a cura dello scrivente, secondo il modus operandi già applicato in precedenza per l’inno Ave maris stella destinato alle festività della Beata Vergine Maria. L’inno Vexilla regis, composto da Venanzio Fortunato nel VI secolo per celebrare l’arrivo a Poitiers di una reliquia della Vera Croce, trova il suo impiego liturgico elettivo nel tempo di Passione, il Venerdì Santo e nelle festività dell’Invenzione (3 maggio) e dell’Esaltazione della Santa Croce (14 settembre). Il testo musicato, teso a esaltare il mistero salvifico del lignum crucis, corrisponde alla versione seicentesca riformata sotto il pontificato di Urbano VIII.

La composizione, in metro ternario rispecchia la prassi dell’alternatim tra la polifonia delle strofe dispari e il canto piano di quelle pari. Fa eccezione la sesta strofa (O Crux, ave), anch’essa intonata in polifonia per sottolinearne il rilievo semantico. La scrittura si caratterizza per un trattamento imitativo degli incipit di ciascun verso che sfocia regolarmente in sezioni omoritmiche.

Di particolare interesse è la struttura armonica che, pur pienamente inserita nel linguaggio barocco, lascia emergere persistenze modali legate alla tradizione rinascimentale. La melodia delle strofe in canto piano verrà eseguita secondo l’edizione del Liber Usualis (Solesmes 1961, pp. 575-576).

Haec dies quam fecit Dominus, il cui testo è tratto dal Salmo 117, 24 (Questo è il giorno che ha fatto il Signore, rallegriamoci ed esultiamo in esso), costituisce l’Introito del giorno di Pasqua. Nella prassi liturgica il medesimo versetto viene impiegato anche come Graduale per l’intera Ottava di Pasqua. L’utilizzo continuativo della composizione durante l’ottavario è confermato anche dal titolo apposto da Bassani in testa ai manoscritti: «Antifona che serve per Inno il Giorno di Pasqua sino al Sabbato in Albis». 

Scritta in tempo di 3/4, la pagina si fonda su un impianto prevalentemente omoritmico, nel quale si innestano incisive sezioni imitative sulle parole «exsultemus et laetemur». Questo dinamismo contrappuntistico enfatizza con particolare efficacia il giubilo per la vittoria di Cristo sulla morte, traducendo il testo in un gesto musicale radioso.

* Organista della Cappella Musicale della Cattedrale

(Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 3 aprile 2026)

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