Il 1° settembre la Messa del Vescovo a Comacchio. Papa Leone XIV: la guerra è «contro-testimonianza del Vangelo della pace». Conflitti e sfruttamento del creato sono conseguenze di «perdita del senso del limite, desiderio di dominio, ricerca di profitto e incapacità di riconoscere la dignità di ogni persona»

«Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci»: è questo il tema scelto per la Giornata mondiale di preghiera per la custodia del creato che si celebrerà il prossimo 1° settembre.
Come ogni anno, questo appuntamento darà avvio al Tempo del creato, un periodo che fino al 4 ottobre sarà segnato da iniziative religiose e culturali sulla salvaguardia della nostra casa comune.

Per l’occasione Papa Leone XIV ha scritto lo scorso 15 agosto un messaggio incentrato sul versetto del profeta di Isaia dove ha rilevato la profonda connessione tra i conflitti armati e il deterioramento dell’ambiente. Se da un lato la profezia descrive una trasformazione di ciò che annienta la vita in ciò che la può sostenere, purtroppo nel nostro tempo, constata il Papa, assistiamo ad un proliferare di eventi che sempre più diffondono nel mondo violenza e guerra. Gli effetti dei conflitti armati oltre a segnare una distruzione sociale con morti, feriti e lacerazioni nell’umanità, influenzano anche l’ambito ambientale perché, secondo il Pontefice, si crea «un circolo vizioso che distrugge gli ecosistemi, contamina risorse essenziali come l’aria e l’acqua e mina la sicurezza alimentare. Il che alimenta povertà, disuguaglianza e nuove tensioni sociali, che possono contribuire, a loro volta, all’insorgere di ulteriori conflitti».

Ogni guerra «rivela un fallimento profondo nel vivere a immagine e somiglianza di Dio, nel rispettare la vita e nel prendersi cura della terra che ci è affidata. Non è solo un fallimento politico, ma anche morale e spirituale. Radicata in desideri distorti e in un uso sbagliato della libertà e del potere umani, la guerra si erge a contro-testimonianza del Vangelo della pace».

È necessario, per il Pontefice, prendere atto che oltre ai sistemi di peccato che generano tali disarmonie, vi sono responsabilità personali che riguardano il cuore di ciascuno, luogo in cui «combattiamo con le voglie contraddittorie che ci abitano, amore e indifferenza, verità e illusione, giustizia e ingiustizia». Per questo l’essere costruttori di pace ci porti a leggere non solo ciò che accade intorno a noi, ma anche in noi, per un profondo rinnovamento del cuore, rendendo le derive malefiche forze di vita. Per forgiare le spade in vomeri occorre innanzitutto riconoscere che «le cause più radicali di conflitto e lo sfruttamento del creato sono conseguenze di una crisi etica e culturale che include la perdita del senso del limite, il desiderio di dominio, la ricerca di profitto immediato e l’incapacità di riconoscere la dignità che Dio ha donato a ogni persona umana».

Il cammino per un’autentica conversione ecologica, per chi vive «gli effetti dell’incontro con Gesù Cristo si manifestano con evidenza nel rapporto con il mondo che ci circonda». Da un cuore pacificato nascono relazioni all’insegna di quei valori evangelici quali «la verità, il dialogo, la pazienza, la bontà, la giustizia, la misericordia, la comprensione, la cura e l’amore». Sarà così che le tante “spade” usate nel mondo potranno essere realmente “forgiate in vomeri” assistendo a quel cambiamento che trasforma gli individui, rinnova le comunità e guarisce le ferite del nostro mondo.

Nella nostra Diocesi la celebrazione della Giornata per la custodia del creato si celebrerà in un luogo in cui, in un lontano passato i Romani e i Longobardi prima e i Veneziani della Serenissima, i Ravennati e gli Estensi poi, si sono scontrati per motivi politici ed economici, in particolare per assicurarsi il commercio di un prodotto redditizio quale il sale.

Il prossimo 1° settembre, alle ore 18.00, l’Arcivescovo presiederà la S. Messa presso la salina di Comacchio che, dopo un periodo di chiusura e abbandono, ha vissuto una rinascita grazie ad un accordo tra Comune di Comacchio, Ente per la gestione dei Parchi e la Biodiversità Emilia Romagna e CADF per la gestione, la fruizione e la riqualificazione dell’area, ridonando a questo territorio il suo inestimabile valore storico e naturalistico.

(a cura dell’Ufficio pastorale sociale e lavoro, giustizia, pace e salvaguardia del creato)

 

Qui la locandina col programma in pdf.

 

(Foto in alto: Pexels)

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