Il 7 e 8 settembre la sede dell’Università di Ferrara in via Paradiso ospiterà il Symposium con diversi esperti per discutere di crisi ecologica, conflitti, autoritarismi e urbicidi. E della risposta dal basso dei popoli e dei movimenti glocal. Interverrà anche il nostro vescovo Gian Carlo
“Giustizia climatica e giustizia sociale tra guerre, autoritarismi e crisi della democrazia”: è questo il titolo della due giorni di incontri in programma a Ferrara (nella sede di UniFe in via Paradiso, 12) il 7 e 8 settembre, organizzata dall’Associazione “Abitare il mondo” e dal Gruppo di lavoro SPE Sviluppo Sostenibile e Transizioni Sociali. Si tratta della quinta edizione dell’annuale Symposium on Social Transition and Climate Change nato a Gaeta nel giugno 2022 e che ora approda nella nostra città.
La due giorni è pensata con diversi momenti di dibattito e con tavoli di discussione aperti ad accademici, ricercatori, esponenti della società civile, dell’associazionismo ed insegnanti. Da questi tavoli nascerà un manifesto conclusivo che verrà diffuso.
[Qui la locandina in pdf dell’iniziativa]
I TEMI AFFRONTATI NELLA DUE GIORNI
Come spiegano gli organizzatori, a Ferrara si affronterà il tema della giustizia «nelle sue imprescindibili e strettamente connesse declinazioni sociale ed ecologica. L’orizzonte entro cui queste si trovano ad essere perseguite raffigura un ostacolo assai critico. Infatti, guerre e autoritarismi costituiscono il paradigma di tale orizzonte con cui si deve fare i conti e i cui effetti di deumanizzazione delle soggettività marginalizzate e razzializzate, di debolezza degli assetti democratici a cui si somma la profonda incertezza delle istituzioni transnazionali appaiono rafforzarsi sempre di più».
Inoltre, proseguono gli organizzatori, «il prevalere di un modello iperliberista con le sue dinamiche estrattiviste, ovvero di sfruttamento e accumulazione senza alcun vantaggio redistributivo per le comunità locali e le società nel loro complesso, alimenta un circuito vizioso di difficile soluzione. Altresì, osserviamo quanto il rapporto tra locale e globale sia altrettanto in crisi nei termini di mobilitazioni locali in grado di determinate un mutamento dell’ordine egemonico globale, per quanto vi siano movimenti collettivi importanti su cui è opportuno ragionare. Lo slogan agire localmente e pensare globalmente appare indebolito, non più in grado di agire quale collante per costruire un cammino di giustizia e affermare una nuova stagione dei diritti sociali ed ecologici. L’attacco del 7 ottobre e la successiva guerra di distruzione a Gaza ha avuto nella sua immane tragedia un peso significativo nel promuovere un largo e nutrito movimento ma, ancora una volta, l’esito ha avuto scarso impatto, tenuto conto della successiva estensione del conflitto».
«Termini quali urbicidio, spaziocidio, ecocidio, processi inerenti alla moltitudine di guerre, tra loro strettamente connessi, raffigurano una realtà critica, non contrastata adeguatamente che definisce e ridefinisce terrori, confini e diritti al di là delle leggi internazionali e aspirazioni di pace. Inoltre, emergono altre dinamiche che alimentano un quadro problematico. L’affermarsi di governi autoritari e xeno-populisti con il loro portato di razzismo e deumanizzazione, al quale si affianca la messa in discussione del mutamento climatico attraverso una logica negazionista che amplifica i suoi effetti e rischi ad esso collegati».
In questa prospettiva, «si evidenzia come elementi ritenuti decisivi quali transizione energetica e sostenibilità siano divenute un campo di battaglia ideologico che limita e, al contempo, ritarda l’operatività degli strumenti e delle politiche necessarie. Infine, vi è la necessità di valutare il ruolo, la funzione e l’azione della cosiddetta società civile e le sue derivazioni associative e istituzionali nelle attuali e inedite situazioni sia a livello nazionale e internazionale, così come risulta determinante ripensare la scuola e l’università quali spazi di apprendimento di democrazia e di convivenza nella pluralità delle appartenenze. Infatti, l’ambito educativo e formativo rappresenta un elemento fondamentale per ricostruire quelle infrastrutture sociali, culturali e politiche sempre più urgenti al tempo della crisi democratica e della messa in discussione dei principi di giustizia sociale ed ecologica».
COS’È SYMPOSIUM
La proposta di Symposium è partita grazie a un gruppo multidisciplinare di ricercatori e ricercatrici di numerosi atenei italiani con l’intento di costruire una rete tra Università, scuola, istituzioni pubbliche, società civile e terzo settore per analizzare e promuovere i fondamentali temi della transizione ecologica, della sostenibilità e della giustizia sociale ed ecologica.
Nel corso del primo Symposium si è redatto il “Manifesto sul Futuro delle società in transizione” che ha avuto una diffusione capillare fino a giungere alla sua presentazione presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite. Nei successivi Symposium a Teramo, Catania, Gorizia i temi sono stati relativi al rapporto tra persone e territori, alla transizione ecologica in ottica intergenerazionale e ruolo dell’IA nella trasformazione sociale ed ecologica.
In linea con le precedenti edizioni del Symposium, nel programma saranno organizzati percorsi partecipativi in cui i gruppi approfondire i temi trattati in chiave transdisciplinare nella forma di “Living Labs” per una co-creazione di analisi e strategie verso una più ampia e diffusa giustizia sociale ed ecologica i cui risultati saranno discussi nella sessione finale del Convegno.
PROGRAMMA
| 7 settembre
Aula Magna Drigo, Dipartimento di Studi Umanistici, via Paradiso, 12 |
14.30-15.00
- Saluti istituzionali
Prof. Marco Bresadola, Direttore Dipartimento
Introduzione del V Symposium
Prof. Alfredo Alietti
Prof. Alfredo Morelli, Laboratorio per la pace, Ferrara
Prolusione di mons. Perego, Arcivescovo di Ferrara
15.00-16.30
- Relazioni
Prof. Emerito Patrizio Bianchi (Cattedra Unesco, Unife)
Prof. Dario Padovan (sociologo dell’ambiente, Unito)
Prof.ssa Alessandra Annoni (giurista, Unife)
Coordinatori
Prof. Romeo Farinella
Prof. Valentina Mini
16.30-17.00
- Coffee break
17-18.30
- Interventi programmati, dibattito e conclusione dei lavori
| 8 settembre
Aula Magna Drigo, Aula B, Aula C e Aula F, via Paradiso, 12 |
9.30-10.00
- Introduzione alla giornata di lavoro a cura della Prof.ssa Alessandra Marin
10.00 13.00
- Avvio dei tavoli di lavoro
13.00-14.30
- Light lunch
14.30 -16.30
- Seduta plenaria
Presentazione degli esiti dei tavoli e discussione
- 16.30-17.00
Redazione del manifesto del Symposium
***
Comitato scientifico e organizzativo locale
Alfredo Alietti, Patrizio Bianchi, Romeo Farinella, Fabio De Blasis, Alessandra Marin, Valentina Mini, Alfredo Morelli, Richard Lee Peragine, Caterina Rondina
Comitato scientifico Gruppo di lavoro Sostenibilità e Transizioni sociali
Alfredo Alietti, Liana Daher, Augusto Gamuzza, Francesca Greco, Mariella Nocenzi, Rita Salvatore, Alessandra Sanella.

(Foto in alto: Boris Curto – Pexels)
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