Nella cittadina africana i detenuti hanno pochissima acqua disponibile: allora, grazie a Domenico Bedin, i fratelli ristretti della sezione Z del carcere di Ferrara si sono attivati per aiutarli. A breve i lavori della rete idrica verranno completati. Ecco il racconto di una «luce di speranza»


di
Domenico Bedin

Maenghe, Tanzania, estate 2025. Noto un gruppo di uomini in tuta arancione scortati da guardie armate che trascinano un carro con una botte. Chiedo. Sono i detenuti del carcere locale che si riforniscono d’acqua perché la rete idrica non arriva fino alla collina della galera. Tre giorni la settimana si ripete la corvè e comunque è poca per 80 detenuti e una ventina di agenti…
La domenica seguente entro con don Joseph, il cappellano, per la messa domenicale, nella Casa Circondariale. Siamo accolti dal Direttore e subito chiedo dell’acqua… Conferma la situazione. Durante la messa, sotto un gazebo al centro del cortile, noto che i detenuti sono seminudi e che con i secchi lavano i propri stracci usando pochissima acqua…dalla stessa botte il cuoco riempiva la pentola…
Il vangelo intanto diceva: «…Avevo sete e mi hai dato da bere…».
Salutando il direttore gli prometto che scaveremo un pozzo e il carcere avrà l’acqua. Non so come… la Provvidenza?!
Don Joseph mi manda il preventivo di 8mila euro compreso di escavazione del pozzo e rete idrica fino ai servizi e alle celle del carcere.
A settembre entro alla Casa Circondariale di Ferrara. Passo i portoni seguendo carrelli enormi carichi di acqua minerale ordinata dai detenuti che possono permettersela, gli altri bevono quella del sindaco che a Ferrara e buona.
Entro in una sezione speciale per realizzare con dei volontari di Viale K un orto in un cortile di cemento circondato dalle mura alte 6 metri. Giorgio Forini, anni prima, aveva gia posizionato cassoni di terra per mettere le verdure…
Racconto agli amici reclusi della situazione del carcere di Maenghe, della mancanza d’acqua e dell’idea del pozzo…
Semplicemente e spontaneamente pensiamo ad un gemellaggio. I detenuti della sezione Z produrranno piantine e fiori, i volontari le venderanno nei mercatini e poi spediremo i soldi a don Joseph che darà inizio ai lavori.
Così in pochi mesi abbiamo raccolto 2mila euro. Altri 3mila li ha messi la Fondazione Adamant.
E voilà… il pozzo è fatto….il collegamento al carcere fatto…resta soltanto la rete idrica interna….durante il mese di agosto sarà completata.
Mi commuove la solidarietà dei detenuti di Ferrara e la gioia di quelli di Maenghe. Rifletto sul mistero della Provvidenza capace di scavare pozzi e sulla costanza dei volontari che ci credono.
Mi piace che in momenti cosi bui delle luci di speranza indicano nuove strade.

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