Si è da poco concluso a Ferrara un nuovo ciclo degli Esercizi Spirituali nella Vita Ordinaria proposti da Agevo. A settembre l’incontro per un nuovo anno insieme

Riparte all’inizio di ottobre, nella nostra Diocesi, un nuovo ciclo di Esercizi Spirituali nella Vita Ordinaria (EVO), proposti dall’Agevo (Associazione Guide Esercizi nella Vita Ordinaria), realtà nazionale presente anche a Ferrara.

Dopo la conclusione del percorso precedente, conclusosi questo mese, l’iniziativa riprende con l’obiettivo di accompagnare i partecipanti a scoprire, riscoprire o approfondire il proprio rapporto personale con Dio. La proposta è aperta a laici, religiosi e religiose, sacerdoti, coppie di sposi o fidanzati, educatori e, più in generale, a chi è in ricerca o desidera ritrovare le motivazioni profonde del proprio impegno e delle scelte di vita.

Perché l’esperienza possa portare i frutti attesi, viene richiesta la partecipazione agli incontri previsti e la costanza in un tempo quotidiano di preghiera personale.

Gli EVO puntano su un’esperienza personale di incontro con il Signore, coltivata nella preghiera e dentro la vita di tutti i giorni. A differenza di catechesi, conferenze, corsi o dibattiti, il percorso coinvolge l’intera persona — intelletto, memoria, corpo, emotività, immaginazione e volontà — con l’intento di tradurre la crescita spirituale in comportamenti e scelte concrete. Nelle intenzioni degli organizzatori, non si tratta di aggiungere un altro appuntamento a giornate già dense, ma di ritagliare uno spazio quotidiano di silenzio: un tempo per ascoltarsi e per incontrare Dio, spesso sacrificato proprio a causa dei troppi impegni.

Il fulcro dell’esperienza è la relazione personale e intima con il Signore: per alcuni una riscoperta, per altri una novità. Il cammino, spiegano i promotori, porta gradualmente a una crescita spirituale che si riflette in modo naturale in scelte di vita più coerenti. I frutti, per chi partecipa, possono essere inattesi: molte esperienze quotidiane acquistano un significato nuovo e si fa più chiara la propria identità spirituale, insieme alla missione personale che Dio affida a ciascuno.

In sintesi, il percorso viene presentato come un itinerario — per molti ancora poco conosciuto — alla scoperta di una identità cristiana personale e di una vita rinnovata nello Spirito. La differenza principale rispetto agli esercizi spirituali tradizionali — svolti in ritiro e in un luogo di silenzio per alcuni giorni — è che gli EVO si vivono nella normalità della vita, per favorire un’integrazione più profonda tra preghiera e vita.

Il metodo si ispira agli Esercizi Spirituali, approvati dalla Chiesa, che Sant’Ignazio di Loyola — fondatore della Compagnia di Gesù — proponeva già nel 1540 a Roma anche a persone impossibilitate ad allontanarsi dal lavoro e dagli impegni familiari.

La proposta segue una pedagogia per tappe successive, con momenti di verifica e approfondimento. Ogni tappa, con al centro la Parola di Dio, è orientata all’incontro personale con Gesù. Il percorso comprende anche una “scuola di preghiera” che introduce a metodi e atteggiamenti interiori legati alla meditazione, alla contemplazione e alla preghiera di comunione.

Vengono inoltre offerti, progressivamente, gli strumenti utili al discernimento spirituale personale. A seguire i partecipanti saranno guide dell’associazione Agevo, che cureranno l’accompagnamento e lo svolgimento dell’intero cammino.

Chi è interessato, o anche solo incuriosito, può partecipare all’incontro di presentazione con organizzatori e guide del corso in programma a Casa G. CiniI (via Boccacanale S. Stefano 24, Ferrara), il 17 settembre alle ore 21 (per informazioni preliminari: Marco, cell. 335-7869878).

Agevo Ferrara

 

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DUE TESTIMONIANZE: «PREGHIERA E FIDUCIA PER ABBANDONARSI»

Sono una studentessa universitaria ormai giunta alla fine del percorso di studi a Ferrara. In questa fase della vita, caratterizzata da molti dubbi, domande e scelte da compiere, mi ritrovo a interrogarmi su quali siano i valori e le decisioni essenziali su cui desidero costruire il mio futuro. È proprio dentro questo tempo di ricerca che è iniziato il mio percorso EVO, nato da due desideri: riuscire a essere più costante nella preghiera quotidiana e imparare ad affidarmi con maggiore fiducia al Signore. Non è stato un cammino sempre facile, ci sono stati momenti in cui sembrava complicato ritagliarsi un tempo di sosta per la preghiera, ma proprio attraverso questa esperienza ho sperimentato che la sosta quotidiana è il nostro “sì” all’appuntamento con il Signore, una scelta da rinnovare giorno dopo giorno. Gli EVO mi hanno aiutata a riscoprire un’immagine del Signore più autentica e libera da sovrastrutture createsi nel corso del tempo; è stata una riscoperta della presenza del Signore, capace di abitare i piccoli eventi della quotidianità, le fragilità e le inquietudini. Particolarmente d’aiuto sono stati il gruppo di condivisione e le guide: attraverso l’ascolto reciproco, in un clima di accoglienza e fraternità, permettono di non sentirsi soli in ciò che si sta vivendo. Le risposte alle mie domande e ai miei desideri  non sono arrivate in modo immediato, ma ho sperimentato che hanno bisogno di tempo per maturare e di uno sguardo e uno spirito rinnovato per poter riconoscere la presenza del Signore nella mia vita.

Camilla 

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Leggendo nella locandina «esercizi spirituali», ho sentito un’attraenza  che mi incuriosiva da tempo e che non ho mai potuto realizzare… La precisazione «EVO, esercizi nella vita ordinaria quotidiana», mi ha convinta che avrei potuto farli anch’io, laica, credente, piena di impegni nella vita di tutti i giorni … che sia stata una chiamata o una  irresponsabile accettazione, mi sono iscritta!

Sono passati due anni dall’inizio del mio percorso EVO e Sant’Ignazio di Loyola, padre degli EVO, è stato il “supervisore” che ha condotto la mia guida spirituale, un laico appassionato di Cristo e di Eucarestia, a seguirmi nella mia esperienza.

Oggi che sono al termine del mio percorso, ho già nostalgia dei miei compagni di EVO,  laici – giovani e non – che mi hanno “contagiato” con la loro fede e con le loro testimonianze di vita a volte non senza difficoltà; ho nostalgia delle mie guide impegnate ad aiutarmi nel mio discernimento di fede senza alcun vantaggio personale.

Tuttavia, ho conquistato la mia intimità con Nostro Signore attraverso lo studio della Parola che ha dato ordine e senso o meglio ha dato un senso di  elezione fondamentale alla mia vita intima di cristiana.

Perché «non è il molto sapere che sazia e soddisfa l’anima, ma il sentire e gustare le cose internamente e intimamente col Cristo».

Elisabetta

 

(Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 19 giugno 2026)

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