Oggi don Antonio Mazzi è tornato alla Casa del Padre. Nella nostra città, grazie alla famiglia calabriana studiò e divenne sacerdote. E grazie a lui nel bondenese nacque “La Casa di Carlotta”

S. E. Mons. Gian Carlo Perego, in unione con i sacerdoti e i fedeli dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, si unisce al dolore della Famiglia Calabriana per la scomparsa di don Antonio Mazzi, sacerdote che si era formato nel nostro Seminario Vescovile, dove aveva completato gli studi classici, proseguendo poi con quelli teologici e filosofici a Ferrara.

Proprio a Ferrara, il 26 marzo 1956, era stato ordinato sacerdote nella Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, fondata da San Giovanni Calabria a Verona nel 1907. Fin dagli inizi aveva rivolto la propria attenzione ai temi dell’età evolutiva e della tossicodipendenza fondando “Exodus”, un progetto che don Mazzi ha realizzato anche nella nostra Diocesi. Infatti nel mese di marzo del 1993, a S. Biagio, un piccolo centro rurale del Comune di Bondeno (Ferrara), nasce la “Casa di Carlotta” che, dal 13 dicembre 2012, si è definitivamente trasferita a Salvatonica di Bondeno (Fe).

Al Casante, P. Massimiliano Parrella, alla Famiglia Calabriana – che in Diocesi è da sempre identificata con la “Città del Ragazzo” – le più sentite condoglianze e una preghiera di suffragio per la preziosa testimonianza di don Antonio Mazzi, che P. Massimiliano Parrella ha descritto come un appassionato del Vangelo, fiducioso nella Divina Provvidenza e visibile espressione dell’amore concreto verso gli ultimi.

Ufficio Stampa Diocesano

 

(Foto: solferinolibri.it)

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