L’intervento di don Rodrigo Akakpo (Direttore Ufficio Migrantes diocesano) su accoglienza ed evangelizzazione tra i migranti nel Ferrarese

All’interno del ciclo di incontri dedicato ai Tutori nel Tempo, dal titolo Prima leggo poi parlo (v. anche pag. 11), la mattina dello scorso 8 novembre la parrocchia di San Giacomo a Ferrara (via Arginone) ha ospitato la presentazione del Rapporto annuale “Il diritto d’asilo – Report 2024. Popoli in cammino… senza diritto d’asilo” di Fondazione Migrantes. Presente anche il nostro Arcivescovo mons. Gian Carlo Perego (Presidente nazionale della Fondazione), che ha portato un breve saluto.Sono intervenuti  Cristina Molfetta (curatrice del Rapporto), don Rodrigo Akakpo (Direttore diocesano Ufficio Migrantes, Massimo Marchesiello (Prefetto di Ferrara) e Paola Scafidi (Presidente TiR – Tutori in Rete).Il dibattito è stato introdotto da Francesco Colaiacovo.

L’INTERVENTO DI DON AKAKPO

«Dal nostro osservatorio ferrarese possiamo testimoniare che al 1° gennaio 2025 gli immigrati a Ferrara e provincia erano 39.365 di cui 19.310 maschi 20.055 femmine», ha detto don Akakpo nel suo intervento. «Secondo i dati di Tuttitalia provengono prevalentemente da 42 paesi europei (48.04%), 41 paesi africani (27.69%), 34 paesi dell’Asia (21.56%), 24 paesi delle Americhe (2.68%), appartenenti a molteplici etnie e gruppi tribali, con tradizioni linguistiche, culturali e religiose diversificate. Questo rende il servizio pastorale impegnativo».

«Riteniamo – ha proseguito poi – che le più importanti iniziative per la cura dei migranti che si affacciano all’Ufficio Migrantes, alle parrocchie diocesane e le comunità linguistiche siano: assistenza nell’espletamento delle pratiche necessarie per la richiesta e ottenimento dei permessi di soggiorno; ascolto settimanale e accompagnamento di ragazze e madri migranti; affiancamento alle attività svoltedalla Caritas; accompagnamento dei detenuti migranti e sostegno agli ex-detenuti migranti, nel loro inserimento in società e nel lavoro; collocazione all’interno delle varie comunità linguistiche che a loro volta promuovono iniziative ed occasioni di incontro, poiché le comunità in lingua straniera sono molto importanti, non soltanto per il numero di fedeli, ma anche perché sono il simbolo di una Chiesa aperta al mondo». Attualmente – sono ancora sue parole – «in Diocesi le comunità cattoliche sono: anglofona, francofona, latino-americana, filippina, ucraina e rumena».

DonAkakpo ha poi illustrato le strutture diocesane e le iniziative pastorali nella nostra Diocesi per la cura dei gruppi etnici: oltre a lui, Direttore Migrantes, esiste un’équipe-Commissione composta da 23 membri, tutti provenienti da “osservatori” importanti nella gestione del problema migranti (Caritas, Centro Missionario, Ufficio Catechesi, Casa Circondariale, Operatori Pastorali Parrocchiali, Cappellani delle Comunità Linguistiche, Città del Ragazzo, studenti, diaconi, suore, corsi di Italiano e di integrazione, Mediatori Culturali, Associazioni come Mediterranea, Spettacolo Viaggiante, Papa Giovanni XXIII e Patronati).

Obiettivi della nostra Arcidiocesi sono di «assicurare la conservazione della fede, ai cattolici stranieri presenti in Diocesi; costituire una comunità di fede e di culto che può alimentare ed accompagnare spiritualmente l’esperienza migratoria in uno spirito evangelico; favorire l’integrazione ecclesiale delle comunità linguistiche nella realtà diocesana; combattere il proselitismo delle sette verso gli immigrati cattolici e favorire il riavvicinamento da parte di coloro che si sono allontanati; annunciare il Vangelo ai non italiani non cristiani; offrire alla Chiesa di Ferrara-Comacchio il ritmo gioioso di professare la propria fede che caratterizza la Chiesa delle altre comunità». Inoltre, ogni anno la Migrantes diocesana organizza la Festa dei Popoli, la Giornata del Migrante e del Rifugiato, S. Messe in lingua francese, inglese, filippina (Tagalop), spagnola, ucraina e rumena. A breve, avremo una sede fissa per il culto rivolto una volta al mese alle comunità linguistiche, con funzioni comunque sempre aperte all’intera cittadinanza. Infine, attualmente nell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio sono 47 i prebiteri, religiosi e religiose di origine non italiana, di cui 27 sacerdoti, 1 religioso, 15 religiose, 4 consacrati.

 

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MIGRANTI A FERRARA: IN CURIA INCONTRO CON LA PREFETTURA PER CONOSCERSI 

Storica iniziativa l’8 novembre con persone da tutto il mondo

di Giuseppe Sarti*

In occasione della presentazione del Rapporto Annuale della Fondazione Migrantes sul tema del diritto di asilo (v. articolo sopra, ndr), le Comunità Straniere di Ferrara e provincia hanno avuto l’opportunità di incontrare, nel pomeriggio dello scorso 8 novembre, la curatrice del Rapporto Cristina Molfetta, e Maria Strino (foto, ndr), viceprefetto e capo dell’area immigrazione della Prefettura di Ferrara.

L’incontro svoltosi nella sede della Curia a Ferrara – fa parte di un percorso che la Fondazione Migrantes di Ferrara, e il suo direttore don Rodrigo Akakpo, sta organizzando insieme alle Comunità Straniere, con l’obiettivo di favorire l’integrazione e l’inclusione delle persone immigrate, attraverso la conoscenza reciproca e la condivisione dei bisogni prioritari delle comunità, la ricerca condivisa di possibili soluzioni, la partecipazione attiva e la responsabilizzazione delle comunità stesse, e la sensibilizzazione culturale dei cittadini. Le tematiche oggetto di precedenti incontri di riflessione comune spaziano dalle difficoltà di accesso alla casa, a quelle relative a permessi di soggiorno e ai ricongiungimenti familiari, a quelle della formazione e del lavoro, alla dispersione scolastica e al disagio dei giovani stranieri di seconda generazione.

In questo contesto la giornata dell’8 novembre è stata particolarmente interessante. Alla presenza di oltre 30 persone, presidenti e referenti delle Comunità di quasi tutte le etnie presenti sul territorio ferrarese, Cristina Molfetta, ricercatrica, antropologa e curatrice del suddetto Rapporto, ha raccontato la sua esperienza più che ventennale in molti luoghi di guerra e carestia, facendo riflettere sul concetto di straniero, di diverso, in Paesi lontani geograficamente e culturalmente.

Dopo il suo intervento, testimonianza di una dimensione globale della ricerca e della conoscenza antropologica, è stata la volta di Maria Strino che, dopo aver raccontato brevemente la sua storia professionale che l’ha condotta a Ferrara, ha voluto conoscere uno a uno i partecipanti all’incontro, e si è impegnata in modo concreto e pragmatico a continuare l’analisi delle problematiche insieme alle Comunità Straniere, per cercare soluzioni condivise, magari inizialmente su piccola scala, ma potenzialmente replicabili in diverse situazioni e contesti.

Per comprendere la portata e l’importanza dell’incontro basti considerare la rappresentanza delle persone presenti, che erano presidenti, segretari e/o delegati delle Comunità di Ucraina, Romania, Pakistan, Togo, Gambia, Burkina Faso, Senegal, Camerun, Nigeria, Filippine, Mali, Costa d’Avorio, e di Organizzazioni quali quella dei Musulmani di Ferrara, gli studenti universitari (Camerun, Togo e Ascaf), le Comunità Cattoliche francofona, anglofona e filippine, le Comunità Ortodosse rumena e moldava, le Associazioni UNISP e NDEFE. Ognuno di loro poi, come ha detto don Rodrigo, porta il peso e la responsabilità di rappresentare decine, centinaia e a volte migliaia di loro connazionali.

A fine incontro le persone presenti hanno ringraziato don Rodrigo, promotore e animatore di questa rete delle Comunità che si sta costruendo a Ferrara, e in particolare hanno manifestato sentita gratitudine verso le relatrici, quasi stupiti di potere dialogare con Autorità Locali quali la Prefettura in modo così aperto e spontaneo. 

Di certo tutti sono usciti dall’incontro con rinnovata fiducia e speranza, che porteranno all’interno delle loro comunità di appartenenza, e con sempre maggiore disponibilità alla condivisione dei problemi e alla ricerca comune di possibili soluzioni.

* Segretario Commissione diocesana Fondazione Migrantes

 

Pubblicati sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 14 novembre 2025 

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