Un cittadino scrive a “La Voce”: «chi non vuole prendere sonniferi, quasi ogni notte è costretto a chiamare le forze dell’ordine». L’interpellanza di Zonari e Conforti rivolta al Sindaco

Il problema della movida molesta è ormai datato a Ferrara; già se ne parlava nel lontano 2013, quando l’allora arcivescovo, mons. Luigi Negri si scagliava con toni non proprio concilianti contro il «postribolo a cielo aperto». Molti, a partire dall’amministrazione di centro-sinistra dell’epoca, considerarono le esternazioni di Negri eccessive e fuori luogo; nella sostanza, però, le denunce dell’arcivescovo non erano del tutto infondate, tant’è vero che, in diverse zone del centro – prima fra tutte l’ormai famosa Piazza Verdi –, i problemi di ordine pubblico sarebbero diventati negli anni un problema tutt’altro che trascurabile, con segnalazioni pressoché quotidiane alle forze dell’ordine e la formazione di numerosi comitati civici che si riproponevano di ripristinare un minimo di decoro a fronte di schiamazzi, emissioni acustiche fino a notte inoltrata ed altri episodi di degrado e inciviltà.

Da anni ormai Ferrara naviga verso destra, e ci si poteva attendere un cambio di rotta radicale per quanto riguarda la gestione della movida molesta nel centro storico. Qual è stata la mossa dell’attuale amministrazione per risolvere questo annoso problema? Semplice: spostarla in un altro quartiere “riqualificato” (nella fattispecie la “Nuova Darsena”) e renderla ancora più molesta! Come spiega Balboni, infatti, «nel 2019 la movida del centro storico aveva portato a sviluppare un evidente conflitto tra residenti e giovani; in tal modo il Comune si era reso conto di quanto sarebbe stato perfetto per l’estate l’ambiente della Darsena caratterizzato da luoghi verdi, ampi e comodi a tutti» (“Nuova Darsena, una vera rinascita. La movida al posto dell’abbandono”, La Nuova Ferrara, 03/07/2026).

Conseguenza: non passa ormai quasi una notte estiva nella quale i residenti della Nuova Darsena (almeno quelli che resistono alla tentazione di ricorrere a farmaci ipnoinducenti) non siano costretti a chiamare le forze dell’ordine per segnalare episodi di inciviltà, che si tratti di rave party improvvisati al ritmo di tecno music, feste di laurea al chiaro di luna, raduni notturni di motociclisti che sgasano a tutta birra (con gravi pericoli per la sicurezza stradale), gare di urla belluine organizzate ogni lunedì sera dal Freestyle Darsena, o ancora colossali sbronze da smaltire con canti sguaiati fino a notte inoltrata (con o senza rissa finale). Tutto ad opera di italianissimi fruitori dei “servizi ricreativi” offerti a scapito del riposo notturno dei residenti (per una volta i “maranza” non c’entrano…), e tutto documentato da diversi video amatoriali registrati con i cellulari di alcuni residenti della Nuova Darsena. Dopo un centinaio fra telefonate alle forze dell’ordine, segnalazioni, lettere sul giornale, nel corso degli anni sono stati attivati dei controlli? Forme di sorveglianza? Incentivi a mantenere un minimo di decoro notturno? Ovviamente no!

Un illustre predecessore di Negri, mons. Carlo Caffarra, avrebbe parlato, probabilmente con più tatto ma non meno fermezza, di “emergenza educativa”; chissà, forse in giunta comunale concorderebbero: rieduchiamo quei monotoni residenti che non vogliono farsi una vita notturna e che si ostinano a non capire gli immensi benefici economici e d’immagine (o presunti tali) generati da una movida senza freni!

Marco Giardini

 

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A proposito su disturbi e schiamazzi nelle ore successive agli eventi in zona Darsena, le consiglieri comunali Anna Zonari (La Comune di Ferrara) e Sara Conforti (PD) lo scorso 27 luglio hanno inoltrato alla stampa l’interpellanza firmate da entrambe e inviata al Sindaco Fabbri.

In questa, al primo cittadino e alla sua Giunta chiedono di conoscere:

  • «il numero di segnalazioni pervenute negli ultimi tre anni (2024, 2025, 2026) tramite URP, App Municipium e Polizia Locale, relative a rumori e schiamazzi notturni riconducibili agli eventi svolti in zona Darsena, con indicazione, se disponibile, della relativa distribuzione mensile e delle fasce orarie di maggiore concentrazione delle segnalazioni»;
  • «quali riscontri od interventi siano stati adottati a fronte di tali segnalazioni»;
  • «se le valutazioni di impatto acustico presentate dagli organizzatori a corredo delle richieste di deroga tengano conto dell’effetto di propagazione sonora sulla superficie d’acqua della Darsena verso i ricettori di via del Mulinetto, e se il Comune abbia mai effettuato o richiesto verifiche autonome su questo specifico aspetto»;
  • «se il servizio Street Tutor sia stato effettivamente attivato nell’area del Lungofiume della Darsena nel corso dell’estate 2026, indicando le giornate e le fasce orarie di servizio, il numero degli operatori impiegati, le zone presidiate e se l’attività prosegua anche dopo la conclusione degli eventi»;
  • «se l’Amministrazione intenda, alla luce delle segnalazioni ricevute e delle verifiche effettuate, programmare il presidio serale e post-evento della Darsena nelle giornate di maggiore affluenza e quali ulteriori misure ritenga opportuno adottare per favorire il regolare deflusso del pubblico e contenere i disturbi lamentati dai residenti».
  • «quali altre misure, oltre al servizio Street Tutor, l’Amministrazione ritenga di poter adottare per contenere il fenomeno dei disturbi post-evento nella zona, anche in considerazione della sequenza pressoché ininterrotta di manifestazioni che caratterizza l’area nel periodo estivo, e degli orari di effettiva chiusura delle stesse, che quest’anno risultano protrarsi oltre l’una di notte».

 

(Foto Visit Ferrara)

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