A due settimane dall’inizio del Ferrara Summer Festival, il Comune non ha ancora presentato i documenti per avere il via libera dalla Soprintendenza. I residenti ci spiegano tutte le violazioni ai danni dei cittadini e del patrimonio. E la stessa Soprintendenza nel 2022 sollevò forti critiche, ignorate dal Ministero allora guidato da Dario Franceschini

di Andrea Musacci

L’edizione 2026 del Ferrara Summer Festival (FSF) in programma dal 13 giugno al 26 luglio (per un totale di almeno 19 serate musicali, più due da confermare) nella centrale piazza Ariostea, potrebbe essere a rischio. A meno di un mese dall’inizio, infatti, Comune e organizzatori non hanno presentato la documentazione necessaria e, di conseguenza, la Soprintendenza non può dare il proprio parere sulla fattibilità dei concerti in quello che è un luogo «di interesse storico e artistico» secondo un D.M. del 1999. A rendere nota la situazione, una 50ina di residenti rappresentati dall’avv. Francesco Vinci, che hanno scoperto l’assenza dei permessi solo dopo una complessa vicenda amministrativa. A inizio dicembre, infatti, avevano presentato un’istanza di accesso agli atti, ignorata dal Comune tramite silenzio-diniego. I richiedenti hanno quindi fatto ricorso al TAR, che ha condannato l’ente pubblico all’ostensione dei documenti. Solo una volta ottenute le carte, i firmatari hanno potuto accertare la mancanza delle autorizzazioni. 

IRREGOLARITÀ / 1: LA RICHIESTA LA DEVE FARE IL COMUNE, NON BUTTERFLY

La Soprintendenza, dunque, non può dare il proprio parere perché il Comune non ha ancora inoltrato la richiesta di autorizzazione ai concerti: la richiesta è stata, infatti, inoltrata dall’Associazione Musicale Butterfly, organizzatrice dei concerti. Si tratta di un’«illegittimità dell’intero procedimento autorizzativo per difetto di legittimazione dell’istante». Per legge, infatti, la Soprintendenza può dialogare solo col Comune in quanto titolare pubblico del territorio. L’Associazione Butterfly, soggetto privato, non ha il potere legale di attivare questa procedura. 

Lo scorso 8 maggio la Soprintendenza aveva richiamato il Comune a inviare la richiesta. Un richiamo già fatto nel maggio 2022: Butterfly – le comunicò la Soprintendenza – «non è legittimato a formulare una tale richiesta». Nel 2025 ci fu la stessa irregolarità (fu Butterfly e non il Comune a fare richiesta per le autorizzazioni), ma l’anno scorso, a differenza del 2022, la Soprintendenza non richiamò il Comune. In ogni caso, lo scorso 18 maggio il legale dei residenti ha ricevuto questa risposta dalla Soprintendenza, da lui interpellata: «questa Soprintendenza non ha ancora provveduto ad alcuna concessione in quanto la richiesta era stata avanzata dal soggetto organizzatore [Associazione Butterfly] e non dal Comune e, pertanto, con ns. nota n. 7162 del 08/05/2026 è stato chiesto al Comune di Ferrara di provvedere alla trasmissione della richiesta secondo le previsioni normative». Un vizio di forma, dunque, che blocca tutto. E un vizio recidivo

IRREGOLARITÀ / 2: ORARI E NUMERO CONCERTI

Nella diffida inviata lo scorso 11 maggio dal legale dei residenti a Comune, Prefetto, Soprintendenza e ARPAE, si contesta la violazione da parte del Comune della Delibera della Regione Emilia-Romagna n. 1197/2020 per la disciplina delle manifestazioni temporanee. Delibera che prevede che i Comuni adeguino i propri regolamenti ai criteri dalla stessa entro 12 mesi dalla sua entrata in vigore. Adeguamento non fatto dal Comune di Ferrara, che continua a utilizzare un Regolamento per la disciplina delle attività rumorose del 2014, non più valido. 

In mancanza dell’adeguamento, il Comune sarebbe obbligato ad applicare i limiti indicati nella delibera stessa: massimo 3 giornate annue non consecutive di concerti con orario limite fissato alle 23. Ma dalla documentazione depositata alla Soprintendenza dall’Associazione Butterfly e dal programma del Festival già pubblicato emerge che in piazza Ariostea ci sono in programma almeno 19 serate musicali e con «protrazione delle emissioni sonore» fino a mezzanotte e in alcuni casi fino alle 2 di notte. Non risulta, però, alcuna istanza di “Autorizzazione alla deroga dei limiti di rumore”; autorizzazione che «deve essere richiesta almeno 45 giorni prima dello svolgimento dell’attività [quindi, in questo caso, entro fino aprile…] e deve essere corredata da una valutazione di impatto acustico redatta da un Tecnico Competente in Acustica». 

VIOLAZIONE DIRITTO ALLA SALUTE E RIPOSO

Delle conseguenze dei concerti del FSF 2025 in piazza Ariostea sulla salute delle persone, soprattutto di quelle fragili, si parla nella sopracitata diffida presentata lo scorso 11 maggio dal legale: «le linee guida dell’OMS in materia di rumore ambientale individuano, per il periodo notturno, valori compresi tra 40 e 45 decibel (dB) quali soglie massime di tutela sanitaria, oltre le quali il rumore assume carattere patogeno, indipendentemente dall’eventuale autorizzazione amministrativa rilasciata dall’autorità competente. Nel caso del “Ferrara Summer Festival 2025” – prosegue la diffida -, il Comune di Ferrara ha autorizzato deroghe acustiche sino a 95 dB nelle ore serali e notturne presso Piazza Ariostea, area classificata dal Piano di classificazione acustica comunale in Classe III, con limite ordinario notturno pari a 45 dB. Le deroghe autorizzate hanno pertanto consentito livelli sonori enormemente superiori sia ai limiti ordinari fissati dalla pianificazione acustica comunale» sia alle «soglie di tutela sanitaria indicate dall’OMS». E come se non bastasse, le rilevazioni effettuate nelle serate del FSF 2025 hanno evidenziato una sistematica incapacità di rispettare persino questi parametri eccezionalmente permissivi.

Due casi specifici di conseguenze sulla salute, li ha denunciati lo stesso legale in una integrazione alla diffida: una signora residente in piazza Ariostea «è affetta da “Alzheimer di grado severo” e lo specialista curante raccomanda espressamente “di evitare l’esposizione della paziente a stimoli uditivi intensi, considerato l’elevato rischio di scompenso comportamentale e di impatto negativo sulla qualità della vita”; un signore, anch’egli residente nella stessa piazza, «è affetto da “cardiopatia ischemica post-infartuale” e la documentazione sanitaria prescrive il “mantenimento di un regolare ritmo sonno-veglia”, incompatibile con emissioni sonore intense e protratte nelle ore serali e notturne».

Inoltre, «eventuali autorizzazioni rilasciate nonostante la piena conoscenza delle criticità sanitarie sopra evidenziate potranno determinare profili di responsabilità erariale connessi ai futuri oneri risarcitori gravanti sull’Amministrazione».

Insomma, ancora una volta, nel periodo estivo la vita di una comunità, di anziani, persone fragili, bambini e famiglie residenti in piazza Ariostea viene ingiustamente stravolta. Non solo la vita dei residenti ma anche delle cittadine/i che vivono la piazza come luogo di svago, essendo questa una delle più amate e frequentate.

I residenti chiedono quindi di «non autorizzare ulteriormente lo svolgimento delle manifestazioni del “Ferrara Summer Festival 2026” presso Piazza Ariostea» e di «individuare altra sede idonea conforme alla normativa vigente».

Parere, questo, espresso chiaramente già nel 2022 dalla Soprintendenza. 

 

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«PIAZZA TUTELATA, NON MERO “CONTENITORE”»: LE PAROLE DELLA SOPRINTENDENZA

 

Nel 2022 la Soprintendenza diede il suo giudizio contrario al Ferrara Summer Festival in piazza Ariostea: «nulla è pensato e dislocato in modo da consentire agli spettatori di avere un qualsiasi rapporto con il luogo che non sia di mera fruizione utilitaristica dello stesso», come fosse «una anonima “location”…». Ma il Ministero guidato da Dario Franceschini ignorò totalmente questo autorevole parere

Il 13 maggio 2022, in risposta all’Associazione Butterfly, la Soprintendenza (allora presieduta da Alessandra Quarto), oltre a indicare (come spiegato sopra) che dev’essere il Comune e non un privato a fare richiesta di autorizzazione per i concerti (FSF e Ferrara Summer Vibez Festival), entra anche nel merito dell’utilizzo di una piazza come piazza Ariostea per questo tipo di eventi: «la detta Piazza, formalmente dichiarata, come già rammentato, di interesse storico ed artistico con provvedimento ministeriale del 1999, è un luogo di ritrovo e di incontro per la comunità ferrarese» e quindi «appare evidente che l’utilizzo, per finalità di tipo “privato”, di uno spazio urbano connotato da una valenza identitaria tanto marcata quanto quella testé descritta, può essere ritenuto ammissibile solo a condizione che esso non snaturi, per modalità di esercizio e per finalità perseguite, la valenza culturale della grande piazza/giardino rinascimentale». «Ed invece, nella presente fattispecie, è da rilevare che l’utilizzo “privato” che viene ipotizzato per la concessione in uso di Piazza Ariostea non si raccorda in alcun modo con la valenza del luogo come testimonianza dell’identità e della storia cittadina».

«Infatti gli spettacoli musicali che vi si dovrebbero tenere prevedono l’utilizzazione dello spazio urbano in questione come mero (ed anonimo) “contenitore” delle varie manifestazioni, che verrebbe sfruttato solo in ragione della possibilità di sistemare, senza eccessivi intoppi, al suo interno, o le sedie c.d. “monoscocca” per gli spettacoli che prevedono la partecipazione di un pubblico seduto, o di delimitare agevolmente l’area in cui si svolgeranno gli spettacoli che prevedono la partecipazione di spettatori in piedi».

«Questo rapporto di “straniamento” fra il contesto storico e la manifestazione musicale il cui svolgimento è ipotizzato al suo interno, si coglie in modo evidente dalle stesse modalità proposte per la collocazione delle strutture di servizio: dalla torre di regia, al palco per gli spettacoli, ai servizi igienici ed ai posti di ristoro, nulla è pensato e dislocato in modo tale da consentire agli spettatori di avere un qualsiasi rapporto con il luogo che non sia di mera fruizione utilitaristica e strumentale dello stesso: una anonima “location” scelta solo in funzione della spazialità che offre per facilitare l’afflusso e la permanenza degli spettatori. Anche l’elemento centrale della piazza, la colonna sormontata dalla statua di Ariosto, è totalmente negletta».

Infatti, «in base allo schema planimetrico trasmesso, l’area attorno alla colonna sarà interessata da strutture in orsogrill e badonatura in tnt ignifugo per interdire al pubblico l’avvicinamento e a queste strutture sono addossate la torretta regia e un “ring” in tralicci per sostenere ledwall e impianti audio. Oltre a compromettere la vista dell’elemento centrale della piazza, le strutture ivi previste andrebbero a caricare in maniera differenziale le parti di terreno a ridosso delle fondazioni della colonna stessa, con conseguenze che risulta difficile valutare in questa sede».

«È quindi evidente, alla luce di quanto fin qui esposto, che per lo svolgimento di una manifestazione così concepita, non c’è bisogno di utilizzare una delle principali piazze storiche di Ferrara: vi sono molti altri spazi cittadini che meglio si presterebbero allo scopo, come, ad esempio, il Parco urbano, che dalla Piazza Ariostea dista poche centinaia di metri, oppure anche l’Ippodromo, lo Stadio o le aree del Sottomura».

Inoltre, «Occorre ancora considerare, a tale ultimo proposito, che la Piazza e il suo monumento sono stati valorizzati da un intervento concluso nel 2020 e realizzato con finanziamento MiC di cui al Fondo Stralcio “Cultura e Turismo” – Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2014-2020, (1.500.000 euro). In particolare, l’intervento di riqualificazione di Piazza Ariostea ha interessato il restauro della piazza mantenendo invariata la forma ed intervenendo sulle gradinate, sulla pavimentazione dell’anello centrale, sugli alberi che circondano la piazza e su tutto l’impianto a verde. Proprio quell’impianto che risulterebbe invece compromesso ove mai la piazza fosse concessa in uso per il “Summer Vibez Festival”, visto il taglio delle siepi richiesto per la collocazione delle strutture per la manifestazione, con la necessità di ripristini che richiederebbero ulteriori spese rispetto ai finanziamenti pubblici già impiegati. Il progetto finanziato dal MiC ha provveduto, inoltre, anche al restauro e al consolidamento della colonna centrale e della statua dell’Ariosto. Nello specifico, a seguito dell’intervento, sono emerse una serie di problematiche legate alla stabilità e alla conservazione degli elementi lapidei che compongono la colonna e la statua (ridotte in decine di frammenti separati), tali da necessitare di un sistema di cerchiature molto complesso e che richiede un monitoraggio annuale per verificarne lo stato di funzionamento. Oltre alla struttura in elevato erano emerse problematiche anche in relazione alle fondamenta del manufatto dovute all’abbassamento del livello della parte centrale della piazza del 1933. La statua, seppur non in condizioni di imminente pericolo di crollo, rappresenta un elemento estremamente fragile e tuttavia non risulta che nessuna indagine preventiva sia stata condotta per stabilire il livello di decibel tollerabili da tale monumento, essendo ben noti gli effetti deleteri che su strutture in elevato di fragile consistenza possono avere le onde sonore che si propagano da impianti di diffusione sonora».

«Appare quindi evidente, in base a quanto si è venuti fin qui esponendo, tenuto conto della tutela vigente sulla Piazza, e ricordando che la Città di Ferrara costituisce, nel suo insieme e nelle sue specificità spaziali e territoriali, un Patrimonio U.N.E.S.C.O di grande rilevanza, che un evento di tali dimensioni, sia per l’invasività delle strutture che per la temporalità di permanenza, non sia compatibile con la tutela e con la fruizione da parte della collettività di una delle principali e monumentali piazze di Ferrara».

MA INTERVENNE IL MINISTERO “EMILIANO”: «I CONCERTI SI FANNO COMUNQUE LÌ!»

La Direzione Generale Archeologia, Belle arti e paesaggio del Ministero della cultura, interpellata dalla Soprintendenza, interviene e sostituisce – com’è in suo potere – la Soprintendenza stessa nella decisione finale sullo svolgimento del FSF 2022. Ricordiamo che fino a ottobre 2022 in carica vi era il Governo Draghi, con Ministro della Cultura il ferrarese Dario Franceschini e Sottosegretario alla Cultura la bolognese Lucia Borgonzoni (che ricopre lo stesso ruolo anche nel Governo Meloni), candidata sconfitta alle Regionali del 2020. Un dettaglio non da poco. Nel documento inviato al Comune, il Ministero scrive: «valutata l’eccezionalità della richiesta da parte del Comune di Ferrara che si pone al termine delle restrizioni imposte dalle recenti misure di isolamento e di distanziamento sociale che hanno impedito per lungo tempo la fruizione degli spazi pubblici più rappresentativi ed iconici della città, e che la riapertura di detti luoghi costituisce, anche ai fini della valorizzazione del patrimonio, un importante strumento per la ripresa culturale, sociale, economica e di sviluppo per il Paese», dà il permesso ai concerti in piazza Ariostea, pur con alcuni accorgimenti. Vien da chiedersi: era proprio necessario che la “liberazione” dalle misure anticovid dovesse prevedere il sacrificio di un luogo tutelato come la piazza in questione? E, tra l’altro, visto il ripetersi dei concerti in quel luogo, questa «eccezionalità» non vi è stata…

SOPRINTENDENZA: «RIBADIAMO IL NOSTRO “NO”»

Il 23 maggio la Soprintendenza di Bologna invia una nuova comunicazione al Ministero ribadendo con forza il proprio parere negativo e ripetendo le stesse identiche motivazioni espresse nella comunicazione del 13 maggio (v. sopra).

Ma sarà tutto inutile: i concerti si faranno, anzi verranno ripetuti di anno in anno, fino alla nuova edizione prevista a breve. Le parole fortemente critiche della Soprintendenza non vennero e non vengono nemmeno prese in considerazione, come se non fossero mai state messe nero su bianco.

Andrea Musacci

 

(Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 29 maggio 2026)

 

(Foto di Andrea Musacci: piazza Ariostea durante il Ferrara Summer Festival 2025)

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