Apprendendo dai social che il Sindaco Alan Fabbri “immagina” la Curia dietro le decisioni delle Suore della Carità – che hanno negato l’accoglienza degli artisti del “Ferrara Summer Festival” nelle loro strutture di Piazza Ariostea -, la Diocesi di Ferrara-Comacchio desidera esprimere sconcerto e indignazione, per l’assenza di rispetto delle Istituzioni e, peggio ancora, per il “coraggio” di fare affermazioni senza alcun riscontro. Si suppone che il sindaco lo abbia fatto “a cuor leggero”, allo stesso modo con cui ha fatto scoppiare questo caso. Nella vicenda specifica, la Diocesi – e tutti possono constatarlo – non solo non c’entra, ma non ha proferito parola. Le Suore sono perfettamente in grado, all’interno del loro Ordine e con i “loro” Superiori, di decidere per se stesse.
Ci si dovrebbe informare prima di parlare, senza indicare immediatamente come nemici i cittadini e le Istituzioni, che hanno comunque tutto il diritto-dovere di esprimere una visione diversa dalla sua sulla società e sulla città. Siamo in democrazia non in guerra, almeno noi.
Per quanto riguarda la decisione di organizzare il concerto di Marilyn Manson, è evidente che non la si ritiene una scelta che possa far crescere i nostri giovani e la nostra città ma, al contrario, contribuisce a incrementare una visione distorta delle relazioni umane e della ricerca del sacro.
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