Doppia rassegna al Cinema Santo Spirito: ecco i ricchi programmi
Sulla strada. Due documentari per camminare con gli occhi
Il Cinema Santo Spirito di Ferrara (via della Resistenza) propone Sulla strada, mini-rassegna di documentari a tema, con due appuntamenti dedicati al fenomeno mondiale dei Cammini.
Si comincia giovedì 26 marzo (ore 21) con Il mio Cammino di Bill Bennett (Australia/Spagna, 2024): un uomo australiano quasi 60enne intraprende gli 800 km del Cammino di Santiago senza una ragione precisa. Tra fatica, dolore e incontri inattesi lungo il Cammino Francese, scopre come questa esperienza possa trasformarlo per sempre. Un racconto sincero e toccante, capace di restituire ai pellegrini la magia del Cammino e di incantare chi ancora sogna di viverlo.
Il 30 aprile (ore 21) tocca invece a La strada che incanta di Diego Zicchetti: la storia vera della riscoperta della Via degli Dei, il cammino di 130 km tra Bologna e Firenze, grazie a un gruppo di “eroi moderni” spinti dall’amore per il territorio e le sue meraviglie.
Due storie che ci ricordano come il passo più importante non sia il primo né l’ultimo, ma quello in cui ci si apre all’incontro con l’altro e con se stessi.
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Dal sogno di sé al sogno di Dio
Il Cinema Santo Spirito dedica anche una rassegna a Francesco d’Assisi, a 800 anni dalla morte
C’è un’immagine che ritorna, quasi ossessivamente, nelle rappresentazioni di Francesco d’Assisi: un uomo solo, in cammino, sullo sfondo di un paesaggio che lo supera in grandezza. Eppure Francesco non è mai stato solo. In lui vive una comunità, un modo di stare al mondo che ha contagiato secoli e continenti. È da questa tensione tra l’individuo e il tutto che prende il titolo la nuova Rassegna dal titolo Dal sogno di sé al sogno di Dio. Quattro appuntamenti serali, tutti a ingresso libero, dal 31 marzo al 4 ottobre – giorno della festa del Patrono d’Italia – per esplorare la poliedrica umanità del Santo di Assisi attraverso lo sguardo del cinema e della televisione. L’iniziativa nasce con la collaborazione e il sostegno della Chiesa di Ferrara-Comacchio.
Si comincia martedì 31 marzo con Francesco giullare di Dio (1950) di Roberto Rossellini (foto, ndr), con la partecipazione di mons. Massimo Manservigi. Il film – sceneggiato insieme a Federico Fellini, tratto dai Fioretti e dalla Vita di frate Ginepro – racconta una confraternita religiosa senza l’approccio solenne che spesso caratterizza il cinema devozionale. Il tono oscilla tra devozione e comicità, tra le condizioni materiali dei frati e i voli più bizzarri del loro spirito. Un capolavoro del neorealismo, presentato alla Mostra di Venezia del 1950, che dimostra come il Cinema d’Autore abbia da sempre guardato al Santo di Assisi con occhi nuovi e personali.
Il secondo appuntamento, giovedì 16 aprile, propone La Canzone della Terra (2023) di Margreth Olin, prodotto da Wim Wenders e Liv Ullmann, candidato norvegese agli Oscar. Un documentario sui paesaggi della Norvegia, scandito dalle stagioni, che intreccia osservazione della natura e ritratto familiare. La regista torna nella valle di Oldedalen per trascorrere un anno con il padre 84enne, ripercorrendo insieme a lui una linea genealogica che corre dagli avi fino al presente. La serata sarà arricchita da un collegamento con Frà Stefano De Cao, frate minore del Convento di Varazze, che offrirà una lettura francescana del film: Francesco e il Creato, una realtà da custodire e il suo linguaggio di fraternità cosmica.
Giovedì 14 maggio sarà la volta de Il Folle di Dio, documentario RAI del 2019 diretto da Walter Romeo. Angelo Mellone, nelle vesti di pellegrino-narratore, percorre i luoghi della vita di Francesco – da Assisi alla Valle Reatina, da Greccio alla Verna – mostrando le bellezze naturali e artistiche dell’Italia centrale. Nel documentario intervengono storici come Chiara Frugoni e Franco Cardini, e il filosofo Massimo Cacciari. Un viaggio visivo tra arte, iconografia, tradizione e devozione.
Il 4 ottobre, infine, l’evento conclusivo: Ancora Francesco, una serata dedicata ai Francescani in Terrasanta, per raccontare come il seme lasciato da Francesco continui a germogliare, 800 anni dopo, fino ai luoghi dove tutto ebbe inizio.
Una rassegna che non celebra un’icona, ma interroga un’eredità viva.
(a cura degli organizzatori)
(Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 27 marzo 2026)
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