Giornata per la Vita. Il 1° febbraio Convegno a Casa Cini con interventi di esperti e volontari per capire meglio il valore della nascita e della cura 

di Chiara Mantovani

“Prima i bambini!”. Il titolo della 48esima Giornata per la Vita ci richiama ad un punto semplicissimo ma fondamentale, che già i latini esprimevano così: maxima debetur pueri reverentia, ai bambini è dovuto il massimo rispetto, la massima considerazione, il meglio che singoli e società siano in grado di procurare. I nostri tempi, almeno a parole, grossomodo si collocano nella scia di questa elementare buona intenzione. Ma il Messaggio dei Vescovi italiani, come ben analizzato da don Chendi (v. articolo sotto, ndr), fotografa una realtà ben differente.

L’attenzione, la benevolenza e l’affetto per i piccoli sono i sentimenti tradotti in opera che hanno generato nel 1988 il Servizio di Accoglienza alla Vita di Ferrara. Si dirà che erano altri tempi, non solo cronologicamente, quelli. Davvero molto è cambiato, ma non tanto nelle situazioni bensì nelle mentalità. Oggi il tema “aborto” non fa neppure più capolino tra gli argomenti su cui interrogarsi. Molto difficilmente si presentano ragazze e donne indecise se accettare o rifiutare la gravidanza che le ha sorprese: la “scelta” è già compiuta. In fondo, per convenzione sociale e per prassi consolidata, quella “scelta” è tornata ad essere totalmente privata, silenziata, quasi invisibile. 

Tra le pieghe delle tante analisi su questo fenomeno, c’è un fatto maggiormente nascosto: che cos’è la gravidanza. Gravidanza è la definizione medica di una condizione unica e originale, che comprende due soggetti: una donna e un concepito. Un piccolo, un bambino, ospitato nel grembo di una donna.

Nel Convegno in programma il 1° febbraio a Casa Cini, cuore pulsante della cultura in Diocesi, vogliamo dapprima soffermarci su questo nascosto protagonista, colui che molto spesso vede irriconosciuta la propria dignità anche quando si rende ben visibile, dopo che è nato, mentre cresce, quando suo malgrado suscita cattivi pensieri, se “serve” a logiche di utilitarismo fino allo sfruttamento. Interrogarsi su chi sia “bambino” non è solo – e sarebbe già tanto – meditare sulla franchezza di Gesù (se «non diventerete come bambini», come suggerito al buon Nicodemo), ma anche riflettere sullo stravolgimento antropologico che oggi giustifica e legittima atteggiamenti mortiferi, per i singoli e per le società. 

Come sarebbe interessante e salutare comprendere che la profonda umanità e lo sconfinato amore per la persona umana sono a fondamento dei precetti evangelici! Siamo molto grati a mons. Massimo Manservigi che ci accompagnerà suggerendoci spunti preziosi di riflessione.

La Vita umana non è un’idea. Conoscere la vita umana significa conoscere – e dunque lasciarsi sorprendere, ammirare, rispettare, difendere – singole, concrete persone, umane fin da subito, non da un certo punto in poi, e per sempre. È affascinante scoprire le inaspettate abilità della vita prima della nascita, scorgere ed interpretare i segni dello sviluppo fisico e cognitivo del feto. È un onore ospitare Carlo Valerio Bellieni, pediatra e neonatologo, professore associato presso l’Università di Siena, dove insegna in diversi corsi di Laurea e nella scuola di specializzazione in Pediatria. Dopo anni di studio e ricerca nel campo dell’analgesia non farmacologica, ha definito un protocollo, chiamato Sensorial Saturation, ora presente in tutte le linee-guida neonatali al mondo. Ha studiato le caratteristiche fisiche del pianto del neonato, brevettando un apparecchio per misurarlo e codificato una scala di valutazione del dolore basata solo sul suono del pianto. È autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche. Grazie al suo intervento, scopriremo qualcosa dei suoi ultimi lavori sulla consapevolezza fetale.

E tutta questa bellezza, questa originalità e preziosità della persona umana fin dal principio, come possiamo salvaguardarla e renderla per tutti, singoli e istituzioni, un bene riconosciuto? È il compito delle leggi. Compito difficile e insieme una sfida, perché nulla che non passi dal cuore dell’uomo può avere l’attrattiva della norma condivisa e – non sorprenda la parola nel contesto giuridico – amata. Sarà la preziosa competenza di Barbara Grandi a farci da guida nel grande labirinto delle norme e delle leggi che si sono poste come intento quello della difesa e della salvaguardia dei bambini. 

Il volontariato è il grande motore del bene spicciolo, quello solido e concreto, fatto da artigiani del buono. Ecco perché, prima delle conclusioni affidate al nostro Arcivescovo mons.Perego, ascolteremo la testimonianza della dott.ssa Anna Maria Bovinelli, presidente, e del dott. Luciano Giuriola, vicepresidente CIRCI odv (Centro Iniziativa di Ricerca sulla Condizione dell’Infanzia). Il loro è un “Volontariato Intergenerazionale” in cui grandi e piccoli dialogano e collaborano per diffondere una cultura dell’accoglienza e dell’inclusione, valorizzando il potenziale educativo di ciascuno, alla base dell’agire solidale e dell’impegno verso l’altro.

Vi aspettiamo, noi del SAV, per un altro appuntamento per la Vita.

(Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 23 gennaio 2026)

 

(Foto StockSnap – Pixabay)

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