Nove punti nelle prime cinque partite per la compagine ferrarese. Prossima sfida, in casa della capolista Castenaso.Servono rinforzi (soprattutto in attacco). Ecco la nuova Rubrica mensile “Cuore Biancazzurro”

di Alberto Lazzarini

Vince (non sempre) ma non convince. È facilmente sintetizzabile così l’andamento – lento e accidentato – dell’Ars et Labor Ferrara in attesa di essere ribattezzata con il suo nome vero, Spal (ma per questo ci vorrà tempo). 

Come ci vorrà tempo, se non si prenderanno in fretta gli adeguati provvedimenti, per risalire la china dopo i disastri degli ultimi anni con ciliegina avvelenata finale nella tarda primavera scorsa.

Insomma i biancazzurri conseguono risultati alterni e contraddittori in questo strano campionato di Eccellenza dove su 5 partite finora disputate ne hanno vinte tre, sempre di misura, perdendone, sempre di un’incollatura, due. 

No, così non va. Non solo per la classifica che comunque è ampiamente recuperabile, ma per il gioco davvero latitante. La colpa a chi la attribuiamo? È il solito mix: la batteria di atleti non è eccelsa, l’impostazione generale lascia a desiderare, la tattica e la tecnica fanno storcere il naso pur al netto – si sa – di ciò che esprime di per sé la categoria, non certo alta. Un po’ dipende certamente anche dall’amalgama che abbisogna di tempo e l’Ars è partita tardi nella fase, importante, della preparazione. 

Occorrono quindi degli innesti di valore a rinforzare una rosa che non è sufficientemente forte: mancano almeno due punte capaci e un centrocampista; scriviamo queste note a poche ora dalla chiusura del mercato. Speriamo che la proprietà (la si vorrebbe più presente, più visibile) si sia convinta della necessità di intervenire. Se non lo farà, non sarà di sicuro facile sbaragliare una concorrenza non eccelsa ma sempre pronta e decisa – lo abbiamo già visto, anzi provato – a giocare contro i biancazzurri la partita della vita.

La tifoseria – semplicemente esemplare per presenza, dedizione, passione (foto, la Curva Ovest durante Ars et Labor – Comacchiese,ndr) – non manca di offrire tutto il suo supporto alla squadra: dalle 6.000 presenze dell’esordio (record…mondiale per un campionato di Eccellenza e dintorni) si è scesi sotto le 5.000 semplicemente per effetto dei risultati e del gioco scarso. Cambiando registro…

La classifica: tolto il Castenaso che nella giornata più recente ha colto la vittoria a tempo scaduto posizionandosi in testa a 13 punti, si è formato un assembramento che da un lato testimonia un grande livellamento e dall’altro favorisce proprio i nostri che con le due sconfitte sul groppone devono inseguire. La prima chance di risalita, intanto, è proprio …davanti al naso: il prossimo incontro vedrà infatti l’Ars et Labor impegnata proprio a casa (si gioca a Budrio) della capolista Castenaso. Si sarà lontani dalle mura amiche solo logisticamente, visto che non saranno pochi i nostri tifosi pronti di nuovo ad affiancare Giacomel (buono il nostro primo portiere, come tutta la batteria degli estremi difensori) e soci in questo che si preannuncia come uno scontro al vertice. La conquista dei tre punti riporterebbe quasi subito i biancazzurri nei pressi della vetta. Diverso, molto diverso, si prospetterebbe il discorso, invece, se dovesse perdere: la distanza dal vertice salirebbe a ben 7 punti. Ma …guai pensare male.

Le successive due partite vedranno la Spal in casa con il Cava Ronco (è la squadra di un quartiere di Forlì) e poi in trasferta a Castel San Pietro terme contro l’Osteria Grande.

Se l’Ars stenta, tra le ferraresi peggio fa la Comacchiese (un punto e nemmeno un gol segnato) ma meglio si comporta il Sant’Agostino del presidente Lenzi che vince tre volte su cinque aggiungendo un pareggio e una sola sconfitta rimediata all’esordio; insomma i ramarri sono imbattuti da quattro partite. Infine, fatica il Mesola, fermo a 4 punti.

Pubblicato sulla “Voce di Ferrara-Comacchio” del 3 ottobre 2025 

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