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Veglia di preghiera per l’unità e la pace

Chiesa di Santa Maria in Vado - Ferrara

07/07/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle, siamo riuniti in preghiera in questa Basilica di S. Maria in Vado, questa sera, per accompagnare il pellegrinaggio di pace e di unità che il Santo Padre Francesco ha voluto fare a Bari, città crocevia tra Oriente e Occidente, sotto la protezione di San Nicola, “il nostro Santo dell’unità, che continua ad essere nostro amico e compagno sulla via della salvezza e dell’unità”, come disse il Patriarca Bartolomeo, Arcivescovo di Costantinopoli, nella sua visita alla Basilica di San Nicola a Bari, il 6 dicembre 2016. E’ una preghiera ecumenica, quella di questa sera, con i nostri fratelli delle Chiese sorelle, in comunione con il Papa e i molti Patriarchi e Capi di Chiese e Comunità cristiane del Medio Oriente che hanno pregato oggi insieme a Bari. E guardando alla drammatica situazione di quelle regioni Medio orientali, dove tanti nostri fratelli e sorelle nella fede continuano a soffrire, a fuggire, a morire, anche noi, a una voce sola, vogliamo implorare: “Su di te sia pace!” (Sal 122,8). Le parole del Salmo 122, uno dei testi più cari alla pietà giudaica e cristiana, chiedono pace, ieri e oggi. Pace su Gerusalemme e nelle regioni del Medio Oriente. Anche noi come Gesù entrando in Gerusalemme, come ricorda l’evangelista Luca (Lc 19,41-44), piangiamo per la sofferenza, la fuga e la morte di tanti nostri fratelli della Terra santa e del Medio Oriente. Non possiamo restare indifferenti. Anche noi, leggendo il Salmo 122 con S. Agostino ripetiamo: “Ama la pace, conserva la pace, conquista la pace: essa sarà più profonda quanto più sarà posseduta dal maggior numero di persone” (Sermo 357; PL 39,1582).
Ama la pace: siamo chiamati non solo a rifiutare la violenza, nelle parole e nei gesti, ma a costruire percorsi di dialogo, di accoglienza, di prossimità, vedendo in ogni segno di carità un passo nel cammino di pace.
Conserva la pace: la pace è un bene affidato alla libertà e responsabilità di ognuno di noi; indebolire le condizioni della pace, cioè indebolire lo sviluppo, la responsabilità, la democrazia, il rispetto del creato e delle creature significa creare condizioni per non custodire la pace.
Conquista la pace: la pace va costruita giorno per giorno, creando le condizioni di rispetto, giustizia, solidarietà, uguaglianza; è un impegno permanente per non perdere uno delle condizioni fondamentali per la vita dell’uomo e dei popoli. Pace e bene, come ricorda il Salmo 122, e come riprenderà nel suo saluto la tradizione francescana oggi ancora presente a Gerusalemme, camminano sempre insieme.
La nostra preghiera per l’unità e la pace è anche una preghiera di comunione. Sentiamo vicini i nostri fratelli e le nostre sorelle delle Chiese che vivono nella terra martoriata del Medio Oriente. Con loro chiediamo ai capi di Stato di amare, custodire, conquistare la pace e la libertà religiosa. Con loro desideriamo la pace e preghiamo per Gerusalemme, “città della pace” nel Medio Oriente. Come loro preghiamo perché Ferrara sia una “città della pace”, e perchè ogni città e paese della nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio – per usare le parole di Papa Francesco – sia “uno spazio di fraternità, di giustizia, di pace, di dignità per tutti” (E.G. 180). Così sia.