NEWS

OMELIA FESTA S. ANTONIO DA PADOVA

Comacchio

13/06/2018

S. E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle,
celebriamo oggi la memoria di S. Antonio di Padova, uno dei santi più popolari anche nella nostra terra e Chiesa di Ferrara-Comacchio. Visitando le 169 parrocchie della nostra Arcidiocesi in tutte le chiese ho trovato una statua di S. Antonio con il Bambino Gesù: segno di una devozione antoniana che ha accompagnato e accompagna l’esperienza di fede nelle nostre comunità. Una devozione nata anche sul passaggio di Sant’Antonio a Ferrara, dove si ricorda un miracolo del Santo: un neonato che parla e risolve una difficile relazione coniugale. Sant’Antonio è un evangelizzatore, un predicatore e anche per lui valgono le parole della pagina del profeta Isaia: “Lo Spirito del Signore mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà… a consolare gli afflitti”. Lo Spirito Santo ha, infatti, preso per mano e guidato S. Antonio, proprio - usando le parole del Santo – come “rugiada” del mattino e come un nuovo “innesto” in una pianta che rinvigorisce. La vita di S. Antonio è stata un cammino, fatto di studio, di relazioni e incontri con i superiori dell’Ordine francescano, con i Papi, ma anche con la gente, soprattutto con le persone più semplici, più povere nel corpo e nello spirito, con le famiglie, per portare a tutti il Vangelo della gioia, nello spirito dei settandadue discepoli ricordati dal Vangelo di Luca: senza borsa, nè bisaccia, né sandali, di città in città, di casa in casa, consolatore degli afflitti, medico delle anime e dei corpi. Guardando la vita di Sant’Antonio comprendiamo il valore delle parole di Papa Francesco nell’esortazione apostolica dedicata alla santità, Gaudete ed Exultate: “La Chiesa non ha bisogno di tanti burocrati e funzionari, ma di missionari appassionati, divorati dall’entusiasmo di comunicare la vera vita. I santi sorprendono, spiazzano, perché la loro vita ci chiama a uscire dalla mediocrità tranquilla e anestetizzante” (G. E. 138).
Sant’Antonio ci invita alla santità, che significa vivere come Cristo, ma soprattutto con Cristo. L’immagine diffusa di sant’Antonio con in braccio Gesù Bambino, dice questa relazione filiale di S. Antonio con il Signore e, al tempo stesso, invita noi ad avere gli stessi sentimenti di Cristo – per usare le parole dell’apostolo Paolo - , a costruire una relazione familiare, quotidiana con il Signore. La fede cristiana non è una semplice idea, non è il risultato di conoscenza e nemmeno di una semplice obbedienza ad alcuni precetti. Essere cristiani significa costruire un nuovo stile di vita, accompagnati dallo Spirito Santo e dai suoi doni, partecipi di una vita di Chiesa, capaci di condivisione e di carità. La nostra processione con la statua di S. Antonio per le vie della città dice a tutti come l’adesione a Cristo trasforma e cambia il modo di vedere le persone, le cose, le relazioni, anche la città. La processione con un Santo, testimone di Cristo come Sant’Antonio, dice come nella città conta il bene comune, lo stile di onestà e di fiducia, il reciproco rispetto, il dono, la pace, l’attenzione a chi più è in difficoltà. Sono i doni che il Signore chiede ai settantadue discepoli di portare, insieme, in ogni città. Sono i doni che chiediamo al Signore per questa città di Comacchio e per i quali ci impegniamo a costruire cammini di educazione e di vita cristiana, insieme, famiglia, comunità ecclesiale e società civile, promuovendo una diffusa responsabilità del laicato nella nuova evangelizzazione. Sull’esempio di Sant’Antonio di Padova.