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OMELIA S. Messa Inaugurazione di Palazzo Gulinelli

11/06/2018

S.E. Mons. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Onorevoli autorità, stimati consiglieri dell’opera Canonici Mattei, cari fratelli e sorelle, celebriamo oggi la memoria di S. Barnaba, cristiano della prima ora, compagno nelle missioni dell’apostolo Paolo fino al martirio. Gli Atti degli Apostoli lo ricordano la prima volta al capitolo 4, quando, tra la moltitudine di coloro che erano venuti alla fede” e che “aveva un cuor solo e un’anima sola” e “nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune”, si ricorda Barnaba, "uomo della consolazione”, che “padrone di un campo, lo vendette e ne consegnò l’importo deponendolo ai piedi degli apostoli” (4, 32.36.37). La condivisione è il primo gesto di Barnaba credente a cui si aggiungerà la predicazione. La pagina degli Atti che abbiamo ascoltato, infatti, vede Barnaba predicare ad Antiochia, da “uomo virtuoso e pieno di Spirito” e la sua azione aiuta per la prima volta, proprio ad Antiochia, a chiamare ‘cristiani’ i discepoli di Gesù di Nazareth. E la gratuità, come ricorda la pagina del Vangelo, sarà sempre un elemento caratteristico dell’esperienza apostolica. Gratuità che significa essenzialità, attenzione all’uso e alla destinazione dei beni, impegno per la comunità, cercare e donare pace: sono i segni ricordati dalla pagina evangelica. La gratuità è il segno che ha caratterizzato il cammino della evangelizzazione e della testimonianza della carità, che sono i binari su cui corre tutta la storia della Chiesa e sui quali anche possiamo leggere la storia dell’Opera Canonici-Mattei e Gulinelli. Anche quest’opera nasce da un dono di una famiglia cattolica delle proprie terre a Bondeno e di un palazzo a Ferrara al Pontefice, e tramite suo all’Arcivescovo ‘pro tempore’ di Ferrara: una nuova esperienza di condivisione in continuità con la ‘forma’ della carità della Chiesa antica. Un dono, che nasce anche dalla scomparsa di un giovane figlio e che si inserisce, tra la fine dell’800 e i primi decenni del ‘900, in un filone specifico del Movimento cattolico italiano e anche ferrarese, quello dell’impegno educativo-scolastico, in un’Italia che, nel 1901, ha ancora il 40% di analfabeti. E l’impegno educativo ha caratterizzato questi oltre 100 anni di lavoro dell’Opera Canonici Mattei e Gulinelli, attraverso la dedizione e l’impegno anche di Congregazioni religiose specifiche (I Fratelli delle scuole cristiane e i Padri Stimmatini), poi del clero diocesano e oggi di laici che hanno saputo leggere le esigenze di una città e di una Chiesa, quella di Ferrara, nei diversi tornanti del secolo breve. E oggi forse, la strada dell’intercultura, che valorizza la conoscenza delle lingue in un mondo in movimento, globale, di scambi, accanto alla strada dell’accompagnamento professionale, in palazzi che segnalano la storia originale anche dell’intelligenza e dell’arte ferrarese, sembrano essere due modi e forme per servire “l’emergenza educativa”, favorendo l’esperienza scolastica giovanile da parte dell’Opera Canonici Mattei e Gulinelli.
Nel documento orientativo dei Vescovi italiani per questo decennio, dedicato a “Educare alla vita buona del Vangelo” si ricorda, infatti, che “l’opera educativa della Chiesa è strettamente legata al momento e al contesto in cui essa si trova a vivere, alle dinamiche culturali di cui è parte e che vuole contribuire a orientare” (n. 7). Non c'è una educazione uguale per sempre. Mentre ringraziamo il Signore per i doni di fede e di amore, di educazione alla vita buona del Vangelo dell’Opera, lodiamo il Signore per la nuova stagione di un’Opera che inizia con un restauro, quello di palazzo Gulinelli Canonici Mattei, che ridona non solo un edificio storico unico alla nostra Chiesa e città, ma anche inaugura un nuovo cammino educativo che il terremoto ha interrotto, ma ha aiutato anche a rinnovare nelle opere e nei progetti formativi.