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OMELIA S. MESSA CON I FRATELLI DI TAIZÉ

Cattedrale di Ferrara

16/04/2018

Siamo ancora nel tempo della Pasqua, e la passione, morte e risurrezione di Gesù illumina la Liturgia di questi giorni. Il racconto degli Atti ci presenta la figura di Stefano, come testimone del Risorto, “pieno di grazia e di potenza”, che “compie grandi prodigi e segni tra il popolo”, “un angelo”, di cui gli anziani e gli scribi “non riuscivano a resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava”. Stefano è il giovane cristiano, un uomo che ripensa la sua vita al servizio degli altri e della comunità: un diacono, che sarà il primo martire. Stefano ci ricorda che la fede non è un’idea, ma un’esperienza di vita, un cammino, una storia nuova di vita. Stefano ci ricorda che la comunità è il luogo della crescita della fede, dell’evangelizzazione, della gioia del Vangelo: non si cresce da soli, ma insieme, allargando l’incontro, il dialogo, anche il dialogo ecumenico e interreligioso, come oggi ci ricordano gli amici di Taizé tra di noi, comunità della riconciliazione e della pace.
La pagina evangelica, tratta dal capitolo 6 che Giovanni dedica al pane di vita, è pure pasquale. Uno dei doni della Pasqua è l’Eucaristia. E l’Eucarestia, sacramento del dono e del rendimento di grazie, memoria pasquale, non si esaurisce nella celebrazione, ma è forma della vita, caratterizzata dal dono. Dopo la moltiplicazione del pane, segno del dono e della condivisione, Gesù ricorda che quel segno rimanda a una sola cosa: la fede nel Signore. Frère Roger ci ha ricordato spesso come l’Eucaristia sia il pane della comunione e della vita eterna, che chiede la nostra fede e che ci apre a una nuova storia di vita, perché pane di vita eterna. “Ricevere nel proprio intimo il più bello fra i doni della Chiesa cattolica - ha scritto frère Roger -, significa accogliere la presenza insostituibile di Cristo nell’Eucaristia, accoglierlo insieme al perdono, che è all’origine stessa della riconciliazione” (Lettre a Varsovie, 8 dicembre 1981).
Chiediamo al Signore che questa Eucaristia, Pasqua del quotidiano, ci accompagni nel nostro cammino di testimonianza della fede e di riconciliazione.