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“SUOR MARIA VERONICA DEL SS. SACRAMENTO” UN NUOVO LIBRO

10/07/2016

Un ulteriore contributo* alla conoscenza della mistica e Serva di Dio Suor Maria Veronica del Santissimo Sacramento, la cui causa di beatificazione e canonizzazione, presieduta da Mons. Luigi Negri, è stata aperta nel gennaio 2015. Il libro di Vincenzo Speziale dal titolo “Suor Maria Veronica del SS. Sacramento” (116 pp., Edizioni Segno, 2015) ha tra i meriti quello di non essere un mero libretto agiografico ma una meditazione su Suor Veronica e sull’importanza di una vita santa nella lotta di ognuno contro il Male.
Suor Maria Veronica, al secolo Maria Cesira Pazzafini, nasce nell’Ospizio degli Esposti in via Savonarola a Ferrara il 16 novembre 1896 da Francesco Pazzafini e Cesarina Comini. Abita in via Fondobanchetto, 33, nella parrocchia di Santa Francesca Romana, prima di entrare, nel 1905, nel Conservatorio della Provvidenza, diretto dalle Suore della Carità di S. Giovanna Antida Thouret. A 18 anni entra nel Monastero di Santa Chiara delle Clarisse Cappuccine di Ferrara (in c.so Giovecca, 181), dove vive fino alla morte, avvenuta l’8 luglio 1964. Dopo un periodo al cimitero della Certosa, il suo corpo viene traslato proprio nella Chiesa di Santa Chiara, dove le Clarisse, invece, vi rimangono fino al 1987, quando decidono di trasferirsi a San Giovanni Rotondo (FG), casa terrena di Padre Pio.
E proprio col noto Santo di Pietrelcina Suor Veronica condivide numerose sofferenze fisiche e spirituali, ma anche l’essere stata scelta da Gesù come vittima per espiare i peccati di tante anime, soprattutto di consacrati. “Io desidero che ti offra a me, come vittima di espiazione e di sacrificio”, le dice Cristo in visione.
Suor Veronica si distingue per la sua innocenza e purezza, e per la predilezione, fin dalla tenera età, per la preghiera, la meditazione e la solitudine. “A notte inoltrata, quando tutte dormivano, io mi alzavo, m’inginocchiavo vicino alla nostra sedia, sulla quale collocavo una statuina della Madonna che mi ero fatta portare dalla mamma, e lì pregavo fin che mi sentivo. […]. Sentivo in me un potente bisogno di solitudine, di silenzio, di preghiera”. L’autore, attingendo soprattutto dai quaderni autobiografici della suora, cita sue numerose visioni di Gesù e della Madonna.
Da giovane soffre di nefrite tubercolare: come Padre Pio, ha febbri altissime ed è continuamente tentata dal demonio, che si presenta a lei non solo nelle vesti di una bestia nera, ma anche in quelle di un sacerdote: “È inutile che ti mortifichi, le tue sofferenze, il tuo amore, Iddio non lo accetta, lo respinge da sé, perché tu sei mia!”. Ma sarà la sua fede a salvarla, un’esistenza fatta di umiltà, obbedienza, sacrificio e preghiera a farle superare i tanti momenti di angoscia e le tante umiliazioni subite in gioventù dalle consorelle. “Soffrirai, e non ti crederanno”, le profetizza quello che sarà uno dei suoi confessori, Padre Giuseppe da Casola. Ma Gesù la conferma nel Suo amore: “Tu sai che hai da essere come un istrumento nelle mie mani”.
Speziale nel suo libro spesso paragona la vita di Suor Veronica anche con quella di Santa Faustina Kowalska (Głogowiec 1905-Cracovia 1938), che nel suo Diario ad esempio scrive: “Verso la fine del primo anno di noviziato, cominciò a farsi scuro nella mia anima. Non provo alcuna soddisfazione nella preghiera; la meditazione per me è una gran fatica; la paura comincia ad impossessarsi di me. Penetro a fondo nel mio intimo e non vi scorgo nulla, all’infuori di una grande miseria. Vedo anche chiaramente la grande santità di Dio; non oso alzare gli occhi fino a Lui, ma mi prostro nella polvere ai Suoi piedi e méndico la Sua Misericordia”. L’autore va oltre, riservando un intero capitolo anche ad altre mistiche le cui esistenze sono molto simili a quella di Suor Veronica: Suor Josefa Menendez (Madrid 1890-Poitiers 1923), Natuzza Evolo (Paravati di Mileto 1924-2009), Teresa Musco (Caiazzo 1943-1976), e Beata Madre Speranza (Santomera 1893-Collevalenza 1983).
Insomma, Ferrara è la patria di una mistica in odore di santità, con un numero sempre maggiori di figli e figlie spirituali. Per concludere, un aneddoto a mo’ di esempio di cosa diffondeva, già in vita, Suor Veronica. Un giorno una suora infermiera vedendo il suo volto estasiato e trasfigurato dopo una visione della Madonna, le disse: “Una volta, non credevo a quello che sentivo raccontare di lei riguardo a queste cose. Sì, lo confesso sinceramente, non credevo; ma ora che vivo insieme, che tocco con mano le cose e che sento quel che sento…ci credo, e temerei di far peccato mortale a non crederci. Bisognerebbe essere eretici per non credere!”.
Per maggiori informazioni rivolgersi a:
Associazione “Suor Veronica del SS. Sacramento”, via Fratelli Frassoldati, 15, Ferrara.
Andrea Musacci

* Per la conoscenza di Suor Veronica, sono fondamentali le opere di P. Daniele Libanori S. J.