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Omelia Festa di S. Luca

18/10/2017

S.E. Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Ringrazio il parroco don Renzo per l’invito a celebrare con voi, cari fratelli e sorelle, la festa del patrono S. Luca.
Borgo S. Luca, sulla sinistra del fiume, con Borgo Vado e l’isola di S. Giorgio sono le località più antiche su cui è nata la nostra città e la nostra Chiesa di Ferrara. Un borgo intitolato a S. Luca, l’evangelista e il primo narratore della storia della comunità apostolica, perché la tradizione vuole che S. Luca, in fuga da Roma per la persecuzione di Nerone in cui trovarono la morte gli apostoli Pietro e Paolo, avrebbe forse raggiunto Bologna e passando da Ferrara e le coste adriatiche sarebbe salpato per la Beozia dove avrebbe trovato la morte. L’urna con il suo corpo sarebbe stato poi trasportato a Costantinopoli e da lì a Padova, dove è sepolto nella Basilica di S. Giustina. La testa sarebbe rimasta a Praga. Bologna, con il noto santuario, Padova, con S. Giustina, e Ferrara con la Chiesa di S. Luca e del Crocifisso sono le tre città lucane, che ricordano con alcuni segni il passaggio dell’evangelista. Celebrare il ricordo dell’evangelista Luca a Ferrara, in questa Chiesa a lui dedicata, è in qualche modo andare alle origini della Chiesa e della nostra Chiesa di Ferrara, ai suoi primi testimoni e maestri. L’importanza della figura di S. Luca, vostro patrono, cari fratelli e sorelle, è che è un evangelista che forse non ha conosciuto direttamente Gesù, ma che racconta la sua storia affidandosi alla testimonianza di Pietro e a Maria – grazie alla quale arricchisce il suo vangelo dei racconti dell’infanzia di Gesù. Al tempo stesso, grazie soprattutto a Pietro e a Paolo, Luca, unico tra gli evangelisti, racconta anche la storia della prima comunità cristiana, che “cresceva ogni giorno” e, seguendo i viaggi di Paolo, della prima evangelizzazione nelle diverse città dell’Impero romano. Nella seconda lettera a Timoteo, che abbiamo ascoltato, è lo stesso Paolo che indica questa familiarità con Luca, che non lo ha abbandonato nel momento del disagio e delle accuse, ma mo accompagna nell’annuncio del Vangelo. Questa fraternità tra Luca e Paolo cin indica lo stile della relazione cristiana e, al tempo stesso, come la fraternità è lo stile dell’annuncio gioioso del Vangelo. Papa Francesco, nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, sull’importanza della fraternità come stile di vita delle nostre comunità cristiane e ricorda il rischio di una contro testimonianza nelle nostre comunità: “Ai cristiani di tutte le comunità del mondo – e quindi anche di questa comunità di S. Luca – desidero chiedere specialmente una testimonianza di comunione fraterna che diventi attraente e luminosa. Che tutti vi possano ammirare come vi prendete cura gli uni degli altri, come vi incoraggiate mutuamente e come vi accompagnate”. E poi il Papa aggiunge un pericolo: “Attenzione alla tentazione dell’invidia! Siamo sulla stessa barca e andiamo verso lo stesso porto! Chiediamo la grazia di rallegrarci dei frutti degli altri, che sono di tutti” (E.G. 99). Una comunità fraterna è una comunità che sa andare, che sa attirare, accompagnati dalla preghiera che – come ricorda la pagina evangelica – fa crescere le vocazioni diverse, ma soprattutto consacrate all’annuncio del Vangelo, come i settantadue discepoli ricordati dall’evangelista Luca. Oso pensare, per il ricordo che è rimasto di S. Luca in questo Borgo, che come uno dei settantadue S. Luca è arrivato nella nostra città, è stato accolto e ospitato, ha visitato i malati e ha portato la pace di Cristo nelle nostre case. Ricordandolo oggi, vogliamo metterci sulla strada dell’evangelista Luca e anche noi diventare testimoni del Vangelo. Papa Francesco ha voluto ripetere le parole di Paolo VI nel 1975: “il mondo di oggi non ha bisogno di maestri, ma di testimoni. O di maestri solo se testimoni”. Dobbiamo avere il coraggio di una testimonianza cristiana che dalla chiesa, dove celebriamo l’Eucaristia e i sacramenti, raggiunga i diversi luoghi della nostra vita: la famiglia, il posto di lavoro, i luoghi del tempo libero e dello studio. Come ha saputo fare l’evangelista Luca, l’evangelista che ha regalato alla nostra città una testimonianza di fede che ancora oggi ci raduna, ci interpella, ci invia.